Un ciclone sembrerebbe essersi abbattuto sui Mondiali nordamericani e, verrebbe da dirsi, non poteva essere altrimenti. La clamorosa sospensione della squalifica comminata all’attaccante statunitense Folarin Balogun, sancita dalla FIFA con presunte pressioni da parte del presidente Trump, ha fatto storcere il naso a molti appassionati e non solo, scatenando una diffusa indignazione dalle conseguenze ancora da definire. E se la Federazione calcistica belga starebbe “vagliando tutte le possibili opzioni” rispetto a quella che considera una vera e propria ingiustizia, l’allenatore dei Diavoli Rossi Rudi Garcia non si è risparmiato: “Non stiamo difendendo la nazionale o la federazione, stiamo difendendo il calcio con la sua etica e integrità”, ha commentato lapidariamente il 62enne.
Non sapevo che alla Coppa del Mondo il cinque luglio fosse diventato il primo aprile
Rudi Garcia
Un’indignazione che ha ben presto coinvolto anche altri addetti ai lavori, creando una collegialità difficilmente ritrovabile nel frastagliato panorama calcistico internazionale. Il tecnico della Norvegia Ståle Solbakken, reduce dal successo per 2-1 sul Brasile, si è limitato a parlare di “grande errore della FIFA”. Meno diplomatico Jürgen Klopp, pronto a mettersi al timone della Mannschaft, il quale ha commentato: “Se davvero Trump e Infantino si sono parlati siamo alla follia. Bisogna dire che questo è il nostro gioco, non il loro. Questi due personaggi non sanno nulla di calcio e non dovrebbero avere niente a che fare con questo sport”. Ancora più clamorosa la dichiarazione rilasciata da Wayne Rooney alla BBC Sport. L’ex stella britannica ha riportato un aneddoto personale relativo agli Europei del 2012, il quale getta più di un’ombra anche sulla UEFA: “Prima di Euro 2012 ho ricevuto una squalifica di tre giornate. Avrei dovuto saltare le tre partite del girone ma mi dissero che, se fossi andato in Svizzera ad allenarmi con un gruppo di ragazzi, mi avrebbero ridotto la pena a due sole partite. Accettai, pensando però che fosse ingiusto”.
Sospendere la squalifica per un anno è una decisione imbarazzante. Infantino dovrebbe vergognarsi di questa scelta
Wayne Rooney
Dall’altro lato della medaglia, Donald Trump non parrebbe intenzionato a gettare acqua sul fuoco. A testimoniarlo, un post su Truth Social, nel quale l’80enne si è speso in discutibili ringraziamenti all’indirizzo proprio della FIFA: “Ringrazio la Federazione per aver ribaltato un’ingiustizia”, ha dichiarato il tycoon. A cercare di difendersi dalla tempesta è stato invece l’allenatore degli Stati Uniti Mauricio Pochettino: “Non è che ci poniamo come vittime, ma non siamo noi i cattivi della situazione. Non ci sarebbe mai dovuto essere un cartellino rosso, una sanzione eccessiva per un fallo involontario”, è stato il pensiero del tecnico. Insomma, un vero e proprio terremoto che rischia di far passare in secondo piano la partita di stanotte, dove un successo di Pulisic e compagni porterebbe gli Stati Uniti nuovamente tra le prime otto di un Mondiale a distanza di ben 24 anni.
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