Poche parole che, di fatto, sintetizzano alla perfezione le lacune della Svizzera. Oggi, in conferenza stampa, si è presentato Ruben Vargas. Estroso in campo, piuttosto silenzioso fuori. Non parla molto, ma oggi è stato chiaro e diretto. Lucido nell’analisi di quanto accaduto e di ciò che la Svizzera dovrà fare per rialzarsi. “Con il passare dei minuti, ci è mancata quell’intelligenza che avevamo dimostrato durante le qualificazioni”. L’equazione è semplice: meno lucidità e meno acume tattico hanno portato al risultato peggiore, il gol subito. Più volte, durante il nostro incontro, Vargas ha utilizzato il termine “cleverness”: intelligenza, astuzia, malizia. Quella capacità di portare a casa una partita in un modo o nell’altro.
Per quanto riguarda la gestione fisica, anche oggi non è previsto un allenamento completo. Ieri per chi ha giocato contro il Qatar riposo, oggi soltanto lavoro individuale. “Due giorni dopo una partita è il momento più complicato dal punto di vista fisico. È positivo concedere un po’ di riposo al corpo. E poi siamo professionisti: ognuno sa di cosa ha bisogno. Due allenamenti completi prima della Bosnia sono sufficienti”. Per l’attaccante del Siviglia non c’è alcun allarme: la squadra sta bene fisicamente. Ora contano soprattutto la testa, la concentrazione e la fame.
“Durante le qualificazioni trasformavamo quasi ogni occasione in un gol. All’esordio non è successo. Non giudico i cambi: credo piuttosto che, con il passare dei minuti e senza trovare la seconda rete, ci siamo innervositi. E questo ha fatto la differenza. Dobbiamo ritrovare confidenza con la porta, ma allo stesso tempo restare tranquilli”. Poi il tema delle critiche e della pressione: “Certo che c’è pressione. È un Mondiale. Ogni giocatore deve essere in grado di gestirla. Però l’ambiente all’interno della squadra è buono”.
Anche Vargas, però, sente il peso delle aspettative. In cinque partite a un Mondiale non è ancora riuscito a segnare. “Lo so e sono duro con me stesso. Devo lavorare molto per la squadra, ma è anche vero che nel mio ruolo devo segnare di più e aiutare i compagni con le mie giocate. Posso assicurare che sono molto critico con me stesso e faccio di tutto in allenamento per farmi trovare pronto. Spero la rete arrivi presto”. Intelligenza, furbizia ed efficacia. È questa la ricetta per ripartire e ritrovare la Svizzera brillante vista nelle qualificazioni. Se sarà così già contro la Bosnia ed Erzegovina, allora tornerà anche il sorriso.
Mondiali, highlights di Qatar-Svizzera (LA2 Sport Live 13.06.2026, 20h00)
RSI Sport 13.06.2026, 23:24






