In un'immagine del 1967, dopo il trionfo a Monterey
In un'immagine del 1967, dopo il trionfo a Monterey (Keystone)

Un nome immortale in Formula Uno

Cinquant'anni fa moriva Bruce McLaren, pilota e fondatore della scuderia inglese

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di Loris Prandi

Vi fu un periodo dorato per i piloti degli antipodi in Formula 1. Tra il 1959 e il 1967 Jack Brabham e Dennis Hulme conquistarono ben quattro titoli mondiali. Eppure il cognome di laggiù ancora oggi in primo piano è un altro: McLaren. Lo si deve al neozelandese Bruce, classe 1937. Debuttò prestissimo e a 22 anni divenne il più giovane vincitore di sempre (fino ad Alonso!). Dopo sette stagioni con la Cooper imitò Brabham e iscrisse nel '66 una scuderia propria, riuscendo nel '68, in un luogo “sacro” della velocità come Spa, a vincere un gran premio su una macchina col suo nome.

Bruce McLaren perì in un incidente nelle prove del campionato Can-Am, esattamente 50 anni or sono. Alla testa della scuderia gli subentrò il socio Teddy Mayer, che conquistò il Mondiale con Fittipaldi e con Hunt. Dagli anni '80 poi ecco Ron Dennis e le magiche stagioni con Lauda, Prost e Senna, quindi Häkkinen e Hamilton. Magia di un nome: mezzo secolo dopo Bruce, dici McLaren e vedi ancora sfrecciare un bolide.

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