retrospettiva 2025 - motogp

Il dominio di Marc ha lasciato solo le briciole agli avversari

Nel 2025 Marquez ha ritrovato stabilità e nessuno ha retto il suo ritmo

  • 28.12.2025, 08:00
Il ritorno sul trono dopo sei anni

Il ritorno sul trono dopo sei anni

  • Keystone
Di: Simone D’Antino 

Per la MotoGP il 2025 ha segnato la fine di un viaggio durato sei anni e vissuto sulle montagne russe per Marc Marquez. Dopo il trionfo del 2019 il numero 93 ha dovuto rimettersi completamente in discussione e per ritrovare stabilità e le posizioni di classifica che merita è stato costretto a lasciare la Honda per approdare in Ducati, passando dal purgatorio della Gresini prima di guadagnarsi il posto nel team ufficiale. Questo è così stato l’anno della completa rinascita di Marc, tornato a dominare, far registrare record e numeri da capogiro e, infine, laurearsi campione del mondo. Dietro di lui quasi il vuoto, con Alex che ha provato a tenere il passo, ma ha poi dovuto accontentarsi di vedere il fratello sfrecciare lontano dopo poche gare, e tutti gli altri rivali, ognuno alle prese con i suoi problemi, che sono stati poco più che comparse nello show del fenomeno di Cervera. L’unico punto di domanda in vista del 2026 sembrano così essere le condizioni di MM93, la cui stagione è terminata anzitempo per una caduta e conseguente operazione che non dovrebbero però pregiudicarne le prestazioni future.

Un inizio deciso ma che lascia qualche speranza alla concorrenza

Pronti via e Marc Marquez ha subito messo a tacere i (pochi) dubbi riguardo al suo adattamento nel team ufficiale Ducati e la convivenza con Francesco Bagnaia. Nei primi cinque weekend dell’anno l’unico ostacolo che ha impedito al fenomeno di Cervera di ottenere il bottino pieno è infatti stato... lui stesso. I soli nei di un percorso fatto di quattro pole position e otto vittorie (tra gare sprint e domenicali) sono infatti state le cadute ad Austin e Jerez che hanno proiettato il fratello Alex in testa alla classifica.

A Le Mans si è invece vissuto un weekend di tripudio francese. Il primo a far gioire il pubblico di casa, che con oltre 311’000 presenti nell’arco dei tre giorni ha fatto segnare un nuovo record per la MotoGP, è stato Fabio Quartararo, alla seconda pole position consecutiva (saranno poi 5 alla fine dell’anno). El Diablo non è però riuscito a ripetersi in gara, ma un transalpino ha comunque potuto festeggiare in casa propria per la prima volta dal 1954: Johann Zarco è infatti stato il più bravo a leggere le condizioni e ha così riportato la Honda al successo dopo due anni, interrompendo anche una striscia di 22 vittorie Ducati consecutive.

L’estate non è tempo per riposarsi

I sogni di gloria degli altri piloti - soprattutto di Alex Marquez, unico costante - si sono però fragorosamente infranti con l’arrivo dell’estate. Tra giugno ed agosto Marc non ha infatti lasciato nemmeno le briciole agli avversari per ben 7 weekend consecutivi, conquistando 14 vittorie in 14 gare che gli hanno spianato la strada verso il nono Mondiale. In questi tre mesi praticamente perfetti l’iberico ha anche potuto festeggiare i simbolici traguardi delle 100 pole position (primo nella storia a riuscirci) e dei 93 (come il suo numero) successi nel Motomondiale, oltre ad aver staccato il leggendario Giacomo Agostini per numero di vittorie nella classe regina.

Il ritorno sul trono è così diventato realtà in Giappone. A Marquez è infatti bastato chiudere alle spalle del compagno di squadra Bagnaia, in un weekend che sembrava segnare un nuovo punto di partenza per Pecco ma si è poi rivelato solo una gioia isolata, per porre fine ad un’attesa lunga sei anni e costellata da gravi infortuni che hanno quasi portato uno dei più forti di sempre ad abbandonare questo sport.

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Il commento di Elias Bernasconi (Rete Uno Sport 28.09.2025, 12h30)

RSI Sport 28.09.2025, 15:18

La gioia per il titolo macchiata dal ritorno dell’incubo

Già, gli infortuni. Dopo nove mesi di un 2025 da sogno, ad inizio ottobre Marc è ripiombato nell’incubo. Nel GP d’Indonesia lo spagnolo è stato vittima di un incidente che l’ha costretto a finire nuovamente sotto i ferri e a saltare le ultime gare. In attesa di tornare a vedere all’opera il campione del mondo, c’è così stato spazio per alcune soddisfazioni personali: le prime vittorie in MotoGP per il giovane e scalpitante Fermin Aldeguer (a Mandalika) e Raul Fernandez (a Phillip Island) e il terzo posto in classifica per Marco Bezzecchi. L’italiano era arrivato in Aprilia come numero due di lusso dietro a Jorge Martin e non ha per nulla fatto rimpiangere l’assenza dello spagnolo chiudendo come “migliore degli altri” alle spalle degli inavvicinabili fratelli Marquez. Il campione del mondo del 2024 ha invece vissuto un’annata difficilissima - in cui ha pure subito pensato di lasciare la casa di Noale - a causa di varie cadute ed alcuni infortuni gravi che gli hanno permesso di portare a termine solo una manciata di gran premi.

Noah Dettwiler e la tragedia fortunatamente solo sfiorata

Guardando ai colori rossocrociati, questa poteva essere la stagione della consacrazione di Noah Dettwiler in Moto3 che avrebbe poi fatto da rampa di lancio per il futuro. Invece abbiamo rischiato di vivere la seconda tragedia nel giro di pochi anni, dopo la morte di Jason Dupasquier nel 2021. Nel giro di formazione del gran premio della Malesia il 20enne solettese è infatti stato centrato a grande velocità da Josè Antonio Rueda. L’intervento degli steward è stato provvidenziale, con Dettwiler che ha dovuto essere rianimato più volte direttamente in pista prima di essere trasportato in ospedale. Dopo alcuni giorni di grande apprensione e numerose operazioni l’elvetico è fortunatamente stato dichiarato fuori pericolo ed è poi rientrato in Svizzera. Poco dopo il terribile incidente il team SIC58 aveva annunciato di avere un accordo su cui mancavano solo le firme con il pilota rossocrociato, che ha però dovuto rinunciare a questa possibilità e si concentrerà ora sul pieno recupero prima di tornare, forse, a pensare alle corse.

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Un assaggio della retrospettiva 2025 (La Domenica Sportiva 21.12.2025)

RSI Sport 21.12.2025, 20:39

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