I migliori undici del primo turno
I migliori undici del primo turno (rsi.ch)

TOP 11: Gavi e Bellingham, il futuro è già oggi

Nella formazione ideale del primo turno Widmer si prende la fascia destra

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dagli inviati in Qatar Gargantini, Laurenti e Reclari

Courtois - Avete in mente la finale di Champions? Ecco, un po' quella roba lì, specie nel primo tempo e ben oltre il rigore parato a Davies.

Widmer - Offre una prestazione solida e propositiva, confermando la crescita dell'ultimo periodo. La Svizzera ha finalmente trovato un nuovo Lichtsteiner.

Van Dijk - Col Liverpool quest’anno non è sempre il muro che conosciamo, ma al debutto assoluto ad un Mondiale ritrova le migliori sensazioni. 

Godin - Per completare la formazione ci mancava un centrale e allora perché non puntare sul navigato uruguaiano? A 36 anni dirige la difesa con la solita autorità e quando sale sui calci piazzati è sempre pericoloso... peccato che il palo gli neghi la gioia del gol.

Robinson - Bagarre totale per la maglia numero 3: Theo Hernandez, Nagatomo ed Estupinian. Noi però premiamo l’americano, pendolino inesauribile sulla fascia.

Endo - È lui l’emblema dell’impresa giapponese contro la Germania. Fa tutto e tutto bene, con la personalità del leader che vuole entrare nella storia. 

Bellingham - 19 anni, il futuro è suo ma lo è già anche il presente. Apre le marcature nella goleada all'Iran ma sarebbe riduttivo premiarlo solo per il gol. 

Al Dawsari - Il primo vero eroe del Mondiale con un gol da urlo all'incrocio: al punto che in un paese con pochi sorrisi riesce addirittura a far regalare a tutti i sauditi un giorno di festa nazionale. 

Gavi - Mamma mia quanto è bravo! Sta battendo tutti i record di precocità (il gol è un colpo da biliardo) ed è probabile che ne batterà ancora. È già un pilastro insostituibile di questa giovanissima Spagna.

Mbappé - Nulla di nuovo sotto il sole di Doha. Quando accelera e strappa diventa immarcabile. L'Australia è poca cosa, ma lui è devastante a prescindere.

Richarlison - Soffia il posto all'ecuadoriano Valencia grazie a una semirovesciata che si candida già a gol del Mondiale. Tite lo preferisce a Gabriel Jesus e lui lo ripaga con una doppietta decisiva per affondare la Serbia.

 
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