dall'inviato a PyeongChang Luca Steens
È passato un giorno ma la Cerimonia di apertura merita un ritorno nel nostro diario di bordo di questa avventura olimpica. Perché al di là di quanto si è potuto vedere delle tradizioni dei coreani nella suggestiva coreografia che ha fatto da contorno all'entrata nello stadio degli atleti e della fiamma olimpica, osservare il comportamento delle persone presenti allo stadio è stato altrettanto arricchente. E scoprire per esempio che le misure di sicurezza non sono uguali in tutte le parti del mondo.
Se da noi infatti al termine di ogni manifestazione sportiva, musicale o artistica che sia, tutte le porte si aprono e la gente esce da tutte le aperture possibili, qua si è ritrovata una sola porta aperta per uscire dallo stadio. E tutti si sono incamminati ordinati, senza il minimo senso di insofferenza. Se si sentiva qualcuno spingere, beh quello era di sicuro uno straniero.
Logica conseguenza: qualche difficoltà in più c'è stata a gestire la marea di media di tutto il mondo che cercavano il bus giusto per rientrare nelle varie sedi. Lì i volontari hanno sudato non poco nonostante le temperature rigide, ma con una gentilezza e disponibilità che ha stemperato il nervosismo per la lunga attesa.
Legato alla cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di PyeongChang (09.02.2018)


