Dall'inviato a Ginevra Marcello Ierace
"È stato bello, è sempre una grande sensazione raggiungere un obiettivo tutti insieme, per il pubblico, per la Svizzera". Roger Federer è stanco, ma felice, e sa di avere ancora fatto il suo dovere per la causa rossocrociata. Anche se gli è costato non poca energia. "Oltre agli US Open, c'è da contare il jet leg e un viaggio con quattro figli che non è proprio semplicissimo. In Coppa Davis spesso mi sono sentito così stanco: altre volte Ginevra, in Romania, in Australia. La peggiore in assoluto è stata a Sydney (nel playoff del 2011, ndr), anche in quel caso dopo Flushing Meadows".
Per noi ne è valsa sicuramente la pena. Ma Roger quanta voglia ha di continuare? "Non so, è difficile dirlo, è troppo presto. L'anno prossimo sarà intensissimo, l'estate sarà molto lunga con le Olimpiadi. Ma magari, con qualche magia di programmazione qualche buco lo riusciremo a trovare per la Davis, ma sarà molto difficile: deciderò con il mio team e la mia famiglia la cosa giusta da fare".
Saltasse il 2016, allora non ci resterebbe che sperare nel 2017... "Abbiamo pianificato tutto il prossimo anno fino a dicembre. Poi onestamente non ho la minima idea di cosa potrebbe succedere. Sarà importante mantenermi sano nel fisico, e chissà, non voglio precludermi nulla". E allora sogniamo.
Il servizio con Roger Federer (Rete Uno Sport 20.09.2015, 18h00)
Coppa Davis, l'intervista a Roger Federer dopo Svizzera - Olanda (20.09.2015)
RSI Sport 20.09.2015, 16:30









