Trattato delle piccole virtù - Carlo Ossola

Un libro che, per il poco spazio che occupa, meriterebbe di occupare le biblioteche di molte persone.

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Vi capita spesso di provare un certo fastidio per una domanda inopportuna, o per una richiesta troppo insistente? O avete mai provato un certo imbarazzo quando dovevate fare una richiesta a una persona che non conoscevate?

Mi chiamo Michele Marchioni, studio letteratura all’Università della Svizzera italiana e oggi parleremo del Trattato delle piccole virtù di Carlo Ossola.

Vorrei iniziare questa puntata proponendovi un veloce esperimento mentale. Per magia vi viene data la possibilità di togliere dalla vostra vita dieci cose che vi danno fastidio. Da dove iniziereste? Come sarebbero le giornate se improvvisamente vi poteste liberare delle persone assillanti, dei maleducati, di quelli che saltano la fila e delle persone che non chiedono permesso. Forse le persone che si dimenticano del compleanno danno un po’ meno fastidio, ma è un’opinione personale.

Veniamo al libro di cui vi voglio parlare. L’autore è il professor Carlo Ossola, direttore, dal 2007 al 2016, dell’Istituto di studi italiani dell’Università di Lugano e già professore al Collège de France e all’Università di Ginevra. Il professor Ossola si è occupato in passato di ricerche in ambito letterario, ma questa volta ci offre qualcosa di un po’ diverso. Il titolo del libro che pubblica per Marsilio è Trattato delle piccole virtù (due punti) breviario di civiltà.

Fermiamoci brevemente sul titolo. Perché parlare di “piccole virtù”? Che cosa hanno a che fare con il termine civiltà? Bene, ripensiamo a quello che abbiamo appena fatto. L’arroganza, la maleducazione, la poca attenzione verso i nostri simili fanno purtroppo parte della società in cui viviamo. E forse potremmo aggiungere certi modelli di vita che celebrano il successo e il profitto prima della cura di sé stessi, insieme a una buona dose di competitività. Come dovremmo comportarci allora verso il nostro prossimo? E verso noi stessi?

Nel suo piccolo libricino, il professor Ossola ci invita fermarci su quei valori – le piccole virtù – che possono aiutarci a convivere con i nostri prossimi.

Nella tradizione classica l’uomo, scrive Ossola, è «animal sociabile», che vive in società e di essa ha bisogno; con la società deve dunque intrattenere rapporti, intessere conversazioni alle quali giova una certa «affabilità» cordiale; ma questa scienza … può facilmente rovesciarsi nel simmetrico vizio di un affettato opportunismo, se essa non è guidata dal superiore desiderio di cooperare al bene comune.

Se le grandi virtù sono quelle proprie dell’eroe, del santo, dell’uomo virtuoso, e sono normalmente irraggiungibili – perché richiedono una perfezione assoluta del proprio animo – le piccole virtù sono invece quelle del vivere quotidiano, che nascono tanto dall’esperienza, quanto dal raccoglimento interiore. Sono le qualità che possiamo raggiungere con una piccola attenzione giornaliera, senza paura di essere imperfetti. Sono quei modi di comportarci che forse dimentichiamo troppo spesso e che tendiamo a trasformare, invece, nel loro opposto.

Ho mantenuto la formula «piccole virtù», «virtù comuni» che occorre esercitare ogni giorno nella fatica dell’essere in società, che non sono piccole se non perché come tali sono percepite, ma che richiedono un costante esercizio di sé, una vigile coscienza del limite, proprio e altrui.

Diamo velocemente una lettura all’indice del libro, per scoprire quali siano queste piccole virtù nascoste. Eccole. Sono: l’affabilità, la discrezione, la bonarietà, la schiettezza, la lealtà, la gratitudine, la premura, l’urbanità, la misura, la pacatezza, la costanza e la generosità.

Ad alcuni di voi queste parole potrebbero sembrare un po’ invecchiate, ma l’autore del libro è molto abile a illuminare fino in fondo i significati di ognuna di esse. Ogni capitolo del libro è una piccola stazione, alla quale possiamo fermarci senza necessariamente seguire un ordine temporale. E questo è uno dei tanti pregi di questo libro, che per il poco spazio che occupa, meriterebbe di occupare le biblioteche di molte persone.