Originariamente un termine spregiativo usato nella Svizzera interna per indicare gli italiani, l’etimologia di “Tschingg” è ancora discussa, ma una delle ipotesi lo collega al gioco della mora. Con il tempo ha perso la connotazione negativa: negli anni Ottanta diventa quasi scherzoso e nel 2007 persino il nome di una catena di take-away italiani. Bruno Cannellotto ricorda le difficoltà degli immigrati nell’immediato dopoguerra, mentre Lisetta Rodoni, fondatrice nel 1961 della libreria italiana di Zurigo, racconta il ruolo culturale di questo punto di riferimento. “Soggetti smarriti”, 12.09.2015. Di Daniel Bilenko.
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