Ora come allora

Compie trent’anni il vento più forte mai misurato

Il ciclone Olivia produsse in Australia una raffica da 408 km/h; dagli Archivi, storie di venti distruttivi, passatempi e razzi deviati

  • Ieri, 09:00
1989: operatore consulta le registrazioni di un anemometro presso la stazione meteorologica dell'aeroporto di Zurigo-Kloten.

1989: operatore consulta le registrazioni di un anemometro presso la stazione meteorologica dell'aeroporto di Zurigo-Kloten.

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Di: RSI Archivi / ri 

Mentre ci lasciamo alle spalle giorni di forte vento – di una persistenza inusuale nella Svizzera italiana, oltre dieci giorni – ricorre il trentesimo della più veloce raffica misurata sulla superficie della Terra. 

Il record omologato dall’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) risale al 10 aprile del 1996, quando al passaggio del ciclone tropicale Olivia a Barrow Island in Australia una stazione di misurazione automatica registrò 408 km/h – oltre 113 metri al secondo. Si tratta del primato di velocità assoluto per i venti non legati a tornado (fenomeno nel quale la misurazione diretta è molto rara, ma si stima si superino anche i 500 km/h).

Basta un soffio

Nel repertorio di rsi.ch/archivi, non mancano racconti e testimonianze di venti distruttivi. Come quello che alimentò l’incendio del 17 settembre del 1877 ad Airolo: il fuoco divorò 150 case in meno di tre ore. O la bollente onda d’urto che nel 1945 scaraventò a terra Sadao Yamamoto, sopravvissuto all’esplosione della bomba atomica di Hiroshima.

Ma a prevalere è il buon vento.

Sport e giochi

Negli anni Settanta, un lago Ceresio disseminato di vele variopinte attestava la popolarità di uno sport proveniente dalle spiagge della California.

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Il windsurf ha il vento in poppa

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Una decina d’anni più tardi, Aldo e Giovanni – non ancora in trio con Giacomo – mostravano al giovane pubblico di “Ti piace l’insalata?” come con il vento si possa anche giocare.

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L’aquilone, il gioco del vento

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Un vento proverbiale

Infine, torniamo al 1961, quando il circolo filatelico di Bellinzona propose una dimostrazione di invio postale mediante razzi in collaborazione con le allora PTT. Non che fosse allo studio un nuovo servizio: serviva qualcosa che attirasse l’attenzione per celebrare la giornata filatelica nazionale e si decise di sfruttare l’euforia per la corsa allo spazio.

I (pochi) lanci doverono fare i conti con il proverbiale vento della capitale ticinese. Si racconta che un razzo finì nel giardino di un’abitazione. Ma le buste trasportate dai rudimentali vettori – affrancate con francobolli svizzeri e del Liechtenstein e annullo speciale – andarono a ruba.

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Il razzo postale

RSI Archivi 05.11.1981, 12:49

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