Nell’epoca in cui il master (la registrazione definitiva, matrice di un disco) aveva forma di nastro magnetico, c’era un riconoscimento chiamato Ampex Golden Reel award. Se lo aggiudicavano artisti che avessero inciso su bobine di una particolare, storica marca statunitense e venduto un numero di copie equivalente al disco d’oro nel Paese d’origine.
L’album di debutto del gruppo rock di Leo Leoni e Steve Lee (Gotthard, 1992) aveva superato da tempo le 25’000 copie e si apprestava a raggiungere il platino. Serviva solo un luogo per la cerimonia, dove ricevere il nastro d’oro e annunciare il beneficiario dei 1’000 dollari di cui era dotato il premio.
Ai Gotthard –che scelsero di donare l’assegno alla Casa dei ciechi di Lugano- sembrò naturale trovarsi in RSI. E così, il 22 ottobre del 1993, ritirarono l’Award nella sala di Besso conosciuta un tempo come soggiorno attori e destinata a diventare lo Studio azzurro di Rete Tre.

da sinistra: Gian Luca Verga (voce della prima Rete 3) fa gli onori di casa con Steve Lee (voce), Marc Lynn (basso), Hena Habegger (batteria), Chris von Rohr (produttore), Leo Leoni (chitarra) e Neil Otupacca (tastiere)
Un’occasione per raccontare come il gruppo, nel giro di due anni, fosse passato dalla scena locale a tournée di concerti in Svizzera e Germania, sotto contratto discografico con la BMG-Ariola.
Una carriera da professionisti scaturita dal talento di Leo (chitarra) e Steve (voce), ma anche dall’investimento -in tempo e denaro- del manager Marco Antognini, che li aveva portati a registrare a Los Angeles.

I giovani Gotthard sulla rampa di lancio
RSI Archivi 24.02.1992, 15:19
I Gotthard, nell’ottobre 1993, erano appena rientrati dalle registrazioni del secondo disco Dial Hard, che include un brano simbolo: Mountain Mama. Sarà anch’esso platino, confermando un successo mai ottenuto prima da una band nata in Ticino.






