Nella settimana del Festival della canzone italiana di Sanremo, l’ufficio stampa della Rai lavora naturalmente a pieno regime. I primi comunicati – una sorta di prologo alla nuova edizione – sono in realtà cronologie utili a ricostruire la storia della competizione anno per anno: canzoni vincitrici, premi della critica, cantanti con maggior numero di presenze e vittorie, presentatrici e presentatori e così via.
Incrociando l’albo d’oro Interpreti con quello di autrici e autori si scopre che la prima volta che i nomi coincidono è nel 1975, e che la prima persona a portare in concorso una canzone scritta di suo pugno fu una cantautrice.
Giovani e donne
Gilda, nome d’arte della biellese Rosangela Scalabrino, vinse con “Ragazza del sud”, un brano che per la verità aveva presentato alla selezione del 1974. Era stato scartato, ma pare che in quegli anni il Festival fosse crisi e abbia deciso di ripescare qualche candidatura.
Il primato non ebbe grande eco e Gilda non diventò un’alfiera del cantautorato al femminile: preferì un lavoro lontano dalle scene. Ma con lo sguardo di oggi, Sanremo 1975 fu un segno dei tempi: tre donne sul podio – Gilda, Angela Luce e Rosanna Fratello – delle quali due esordienti e due sotto i venticinque anni.
Giovani, insomma. Il cui gradimento del pubblico inquietava la prima generazione di cantanti sanremesi.

I giovani di Sanremo visti dai "matusa"
RSI Archivi 17.04.1969, 08:12
Claudio Villa – qui sopra intervistato pochi anni prima da Marco Blaser insieme a Nilla Pizzi e Giorgio Consolini – li bollava come frutto di nuove dinamiche delle case discografiche inclini al successo commerciale immediato.






