Come ogni giovedì, spazio al cibo con la nostra coinquilina Alice Tognacci. Oggi il protagonista è il sale: l’oro bianco che in Svizzera non arriva dal mare, ma dalle montagne. Le saline di Bex, Riburg e Schweizerhalle raccontano una storia alpina fatta di miniere, trenini sotterranei e 30 mila tonnellate l’anno.
Dal 1922 il sale svizzero è iodato: una scelta di salute pubblica nata per combattere la carenza di iodio in un Paese senza mare. Ma attenzione al “sale che non senti”: più che nel pizzico nell’acqua della pasta, si nasconde nel pane, nei salumi, nei prodotti pronti.