È il Ticino ad aprire la stagione degli SlowUp in Svizzera, con una domenica senz’auto che ha trasformato l’asse tra Locarno e Bellinzona in un grande spazio condiviso. Cinquanta chilometri interamente chiusi al traffico motorizzato, da percorrere a piedi, in bicicletta o sui pattini, per un evento che unisce attività fisica e riflessione sul nostro rapporto con il tempo e con il traffico.
SlowUp è infatti anche un invito a rallentare. Lo sottolineano diversi partecipanti ai microfoni del Quotidiano, che vedono in queste giornate un’occasione per ridare valore al tempo e allo spazio, sottraendoli per qualche ora ai ritmi frenetici di tutti i giorni. C’è però anche chi vive a ridosso di strade molto frequentate e approfitta della chiusura al traffico per lavorare in maggiore tranquillità. “Quando non è chiuso il traffico è un disastro”, racconta una residente del Piano di Magadino. “È una strada talmente trafficata che fa paura, ed è anche pericolosa”, aggiunge un altro abitante della stessa zona.
Entro giugno entreranno infatti in vigore nuove misure di moderazione del traffico e di riduzione della velocità, pensate per favorire la mobilità lenta. Un segnale nella stessa direzione di SlowUp, un concetto nazionale nato nel 2000 e che oggi coinvolge oltre 400’000 partecipanti all’anno in tutta la Svizzera. Dopo il Ticino, la stagione proseguirà oltre San Gottardo: nel 2026 sono previsti 18 eventi SlowUp in diverse regioni del Paese.








