Calano i reati gravi, aumentano quelli di lieve entità e in particolare le aggressioni e i passaggi alle vie di fatto. È una società meno criminogena, ma forse coi nervi più fragili che in passato quella disegnata dalle statistiche della Polizia ticinese relative agli interventi del 2025 dei Commissariati di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio, statistiche che sono state diffuse oggi.
Le inchieste per tentato omicidio sono scese a 18 rispetto alle 27 aperte nel 2024. Sono 18 anche i fascicoli aperti per lesioni personali gravi. Le indagini riguardano soprattutto l’uso di armi da taglio durante litigi o risse, in contesti privati oppure in luoghi pubblici. Non di rado a ricorrere alla violenza sono dei giovani. Il Luganese è la regione più colpita.
Le rapine sono aumentate, da 36 a 42. Per la maggior parte si tratta di episodi verificatisi per strada o in case private e sono collegati a vicende di droga, con relativi litigi e aggressioni. Anche qui, una parte non irrilevante dei casi vede coinvolti dei giovani. Sono quasi del tutto scomparsi, invece, gli assalti ai distributori di benzina nella fascia di frontiera o le rapine a banche, uffici postali e furgoni portavalori.
Infine, gli infortuni. Sono stati circa 400 nel 2025 quelli per i quali sono intervenute le forze dell’ordine: per la maggior parte, afferma il comunicato della Polizia cantonale, si tratta di incidenti sul lavoro. Il numero più elevato si è registrato nell’edilizia e nell’industria ed è dovuto principalmente al mancato rispetto delle norme di sicurezza, alla scarsa manutenzione, all’organizzazione del lavoro inadeguata oppure a cattive abitudini individuali.
NOTIZIARIO 11.00 del 2.4.2026









