“Finora siamo circa al 14%, un po’ di più dell’ultima votazione. Solitamente però a Bellinzona è negli ultimi tre giorni che registriamo un’impennata di votanti”. A parlare è Luca Tanner, responsabile del servizio cancelleria di Bellinzona e si riferisce – l’avrete capito – alla votazione dell’8 marzo, che si avvicina a passi da gigante.
La percentuale di chi ha fatto capo al voto per corrispondenza è più alta nelle altre città. A Lugano e a Locarno ha infatti votato il 20% degli aventi diritto di voto, mentre a Mendrisio si è espresso il 18% della popolazione. Sono percentuali in linea con l’ultima votazione sulle casse malati, a una settimana dallo spoglio. In quell’occasione si era poi superata la soglia del 51% di partecipanti al voto.
Come a Lugano e Mendrisio, a Bellinzona rimangono le bucalettere in ogni quartiere. Vengono invece ridotti i seggi, perché il voto tradizionale sta scomparendo. “Circa il 90 – 95% delle persone vota per corrispondenza – precisa Tanner –. Non per caso in questi nove anni di aggregazione abbiamo ridotto i seggi elettorali. Quando ci siamo aggregati ne avevamo 13, uno per quartiere, poi con il tempo siamo passati a nove, mentre dal 2026 avremo solo quattro seggi elettorali. L’affluenza è veramente poca”.







