L’elettorato svizzero ha approvato l’imposizione individuale con circa il 54% di voti favorevoli. In futuro ogni persona sarà tassata separatamente, indipendentemente dallo stato civile. Ora i Cantoni devono attrezzarsi per gestire un carico di lavoro significativamente maggiore: si stimano 1,7 milioni di dichiarazioni fiscali in più in tutto il paese.
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Sei anni per cambiare tutto
Per Martin Bühler, direttore del Dipartimento delle finanze e dei comuni del Canton Grigioni, si tratta di un cambiamento radicale anche sul piano operativo: occorrerà ripensare i processi, aggiornare i sistemi informatici e valutare le risorse necessarie. “Dobbiamo cambiare fondamentalmente il sistema”, ha dichiarato, sottolineando che queste valutazioni richiederanno tempo e investimenti.
Sulla stessa lunghezza d’onda il ticinese Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia. Pur sottolineando che le preoccupazioni dei Cantoni erano fondate, Vitta guarda avanti con pragmatismo: “Ci sono sei anni per preparare questo cambiamento. Immagino che nel prossimo futuro ci saranno intensi contatti fra Cantoni e con la Confederazione per implementare questa riforma nel modo più efficiente possibile”. Il Canton Ticino stima che per far fronte al maggior numero di dichiarazioni saranno necessarie circa quaranta persone in più.
Keller-Sutter: “Le autorità sono al servizio del popolo”
Dal canto suo, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha tagliato corto sulle preoccupazioni legate all’implementazione. “Le autorità sono al servizio del popolo e non il contrario”, ha dichiarato da Berna, rispondendo a chi sottolineava che la maggioranza dei Cantoni aveva respinto la riforma. Un risultato che, politicamente, resta rilevante — anche se ai fini del voto contava unicamente la maggioranza popolare.
La direttrice del Dipartimento federale delle finanze ha ricordato come anche il passaggio alla tassazione annuale fosse stato dipinto come un cambiamento impossibile, eppure alla fine era riuscito. La scadenza del 2032, prevista dai termini transitori, resta confermata.
L’incognita dell’iniziativa del Centro
Resta aperta un’altra partita. L’iniziativa popolare del Centro per l’abolizione della penalizzazione fiscale del matrimonio - che mantiene il cumulo dei redditi davanti al fisco e andrebbe a modificare la Costituzione - non è stata ritirata. I suoi promotori hanno lasciato intendere di voler andare avanti. In caso di approvazione alle urne, si creerebbe una situazione di netto contrasto con la riforma appena votata.
Keller-Sutter non ha nascosto le implicazioni: “Sarebbe problematico perché si tratta di due approcci opposti”. Un conflitto potenzialmente serio sul piano istituzionale, anche se l’iniziativa centrista deve ancora passare al vaglio del Consiglio degli Stati.








