Il nuovo palinsesto dal 1° settembre

Una nuova Rete Due, tra esplorazioni e riscoperte, per fare cultura in radio

Ancora più voci e punti di vista con tutto il calore di questo medium antico e sempre attuale

  • Ieri, 13:40
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Di: Sandra Sain, Responsabile Rete Due

Non è la prima volta che mi trovo, su queste pagine, a introdurre un nuovo palinsesto.

Per chi lavora in radio il palinsesto potrebbe essere descritto come una mappa, come una traduzione cartografica di una visione del mondo, del nostro lavoro, dei rapporti col pubblico. Basta questa immagine credo per rendere l’idea dell’importanza che mettere mano alla nostra offerta di programma riveste per noi e dei tanti elementi che devono essere presi in considerazione per elaborare un progetto che risulti convincente, coerente, fedele al patto implicito che abbiamo stipulato con chi ci segue, oltre che capace di attirare nuove persone interessate alle nostre proposte.

Un tempo, decenni fa, i palinsesti si cambiavano molto di rado. Ci si prendeva il tempo di stabilizzare i programmi, far coltivare al pubblico nuove abitudini di ascolto, familiarizzare con voci e prospettive.

D’altronde le alternative erano poche (poche le televisioni, poche le radio, nessun media digitale...) e le vite, sebbene comunque piene e gravate di responsabilità, erano meno frenetiche, meno sollecitate.

So di correre il rischio che suoni retorico ma se affermo che tutto oggi cambia e muta velocemente so anche di dire il vero. E questa verità comporta che anche noi di Rete Due cerchiamo di stare al passo con i tempi, a modo nostro: conservando e custodendo programmi e approcci che per noi sono come tesori preziosi (e forse lo sono anche per alcuni di voi) ed esplorando nuove traiettorie che possano rispondere a nuove esigenze, rispecchiare un servizio pubblico pronto a interrogare il presente e dialogare con le sue istanze.

Da prendere in considerazione c’è anche il momento delicato che la SSR sta affrontando e che a tutte e tutti noi chiede un ulteriore impegno per ottimizzare, risparmiare, valorizzare sempre più ciò che si fa perché sia sempre più incisivo, rilevante, per un territorio al quale ci rivolgiamo e che raccontiamo quotidianamente. E al quale siamo legati non solo da un contratto.

Dal 1. settembre Rete Due si presenta quindi alle vostre orecchie con alcune novità che si inseriscono sulla trama forte e resistente di un’offerta consolidata e, possiamo dirlo con gratitudine e un pizzico d’orgoglio, anche apprezzata.

Non passerò in rassegna qui nel dettaglio le 24 ore di programma che 7 giorni su 7 garantiamo, mi limito alle novità principali che mi pare possano restituire il senso di questo lavoro di ripensamento che è stato condiviso con tutta la squadra di Rete Due.

Sul fronte musicale alcune novità sono state già introdotte in primavera e trovano qui un ancoraggio sicuro: Parade come la vera e propria casa della musica classica, il Concerto.ch che ci propone il meglio del repertorio nazionale, l’approfondimento di Voi che sapete in cui nel pomeriggio l’attualità della musica diventa oggetto di confronto e a volte anche di serrato dibattito…

Una delle novità invece riguarderà in particolare le proposte serali perché Prima Fila, con le dirette dei concerti dell’OSI e dei vari festival svizzeri ed europei che regolarmente vi proponiamo, verrà anticipata alle 20. Una scelta ponderata che segue quella della maggior parte delle istituzioni concertistiche che da tempo ha deciso di dare a quest’ora il proprio “la” ai concerti.

Dalle 17 alle 18.30, dal lunedì al venerdì, andrà in onda il nuovo Kappa. La cultura che non ti aspetti. Uno spazio riossigenante, un’ora e mezza d’aria per aggiornarci sull’air du temps, su un mondo complicato che si presta a mille interpretazioni e che può essere osservato da mille punti di vista. E che trova nel titolo la sua massima sintesi. Già, perché ad esempio per un fisico K sta per Kelvin, unità di misura della temperatura assoluta; per un matematico K indica una costante; per un archeologo richiama l’alfabeto fenicio in cui Kaph significava mano; per gli adolescenti indica le migliaia, di franchi o euro poco importa, soldi. E per chi ha vissuto gli anni ’70 delle contestazioni K è anche la K della kultura contro, della controcultura.

Con la partecipazione di personalità di richiamo della nostra regione, della RSI e del mondo là fuori, più che una mappa cercheremo di fare un’azione di carotaggio: scegliere dei punti d’accesso ai temi del nostro contemporaneo, all’attualità di giornata, e capire cosa ci rivelano, cosa nascondono oltre la superfice. Un’esplorazione che si vuole sempre seria seppure a volte tagliente e altre divertita e divertente.

Quando si parla di radio un riferimento ineludibile è Marshall McLuhan, sociologo canadese che ha segnato la storia degli studi della comunicazione mass mediatica con le sue analisi innovative. McLuhan definì la radio un mezzo caldo, un tamburo tribale, capace di parlare contemporaneamente a milioni di persone e di intrattenere un rapporto intimo e personale con ognuna di queste. Beh, a quanto pare avrebbe anche sostenuto che: “la radio è un medium così caldo che prende sul serio anche i personaggi dei fumetti”. Un’affermazione che mi sembra lucido specchio delle intenzioni di Kappa, rispettare le radici ontologiche del mezzo radiofonico, il suo calore, e di conseguenza aprire l’obiettivo della nostra lente pronti a cogliere ciò che di interessante si nasconde anche dove più raramente abbiamo guardato. Fumetto compreso.

Ci sarà anche un nuovo programma sul cinema, Indovina chi viene al cinema, che ogni sabato poco prima di pranzo (ma questo dipende sempre dalle abitudini di ognuno) racconterà il meglio, il più nuovo e il più interessante dell’audiovisivo, che sia su grande o piccolo schermo.

Altri programmi come Moby Dick, Alice, Voci Dipinte e Charlot sono stati rivisti nella propria articolazione interna e/o nella durata per continuare ad affrontare i propri temi, discipline e protagonisti in modo efficace e significativo.

Spesso si ha la sensazione che un nuovo anno non inizi il primo di gennaio ma piuttosto il primo di settembre. Per noi di Rete Due sarà un po’ così. E speriamo che possa essere un anno da percorrere insieme, in un dialogo reciproco e costante con voi, con il nostro pubblico. Grazie sin d’ora.

E ora cominciamo.

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