È la Spagna degli anni Ottanta al centro del nuovo romanzo di Clara Usón Le belve, uscito per Sellerio. Pagine intense in cui la scrittrice catalana torna su uno dei capitoli più neri della Spagna post-franchista: gli anni del terrorismo basco e della “guerra sporca” condotta dallo Stato contro l’ETA, servendosi di milizie paramilitari, denominate GAL. Autrice capace di muoversi tra romanzo storico, indagine morale e ricostruzione documentaria, Usón ha spesso interrogato le zone oscure della storia europea e spagnola. Come nel libro La figlia (sempre Sellerio), diventato un caso letterario, dove la scrittrice affronta la breve e tragica vita di Ana Mladić, morta suicida avendo appreso chi era veramente il padre premuroso a cui era tanto legata. Nell’intervista di Cristina Artoni, a margine di Chiasso Letteraria, Clara Usón racconta della banalità del male del fanatismo legato all’idea di patria, di Eta e di GAL..
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