Gustav Mahler (Wikipedia)

“Il Diavolo allo specchio”

Confessioni private del musicista Gustav Mahler raccontate al dr. Sigmund Freud nell’agosto 1910. Originale radiofonico di Cesare Ferrario

DOMENICA IN SCENA
Da domenica 04 a domenica 25 febbraio 2018 alle 17:35

Regia dell’autore
Con Claudio Moneta (Gustav Mahler), Alarico Salaroli (Sigmund Freud), Alessandra Raichi (Alma Mahler), Ketty Fusco (Anna Mahler) e con Lorenzo Scattorin, Diego Gaffuri, AnnaMaria Mion, Tosawi Piovani Zoia, Federico Ferrario, Marco Costantini, Mayra Ramelli, Augusto di Bono, Marco Trovesi, Mariangela Welti, Tatiana Winteler
Suono: Angelo Sanvido
Produzione: Francesca Giorzi
(PRODUZIONE RSI 2005)

 

Il matrimonio fra Gustav Mahler e Alma suscitò grande stupore a Vienna. Gustav era direttore della Reale Opera Viennese (una delle posizioni più importanti del panorama musicale cittadino) e Alma dovette abbandonare tutte le sue aspirazioni artistiche. Dopo otto anni d’infelice matrimonio Alma cercò di consolarsi tra le braccia del giovane architetto tedesco Walter Gropius. Il risultato di tutto ciò in un incontro, nel 1910, tra Sigmund Freud e Gustav Mahler, consulto richiesto da quest’ultimo dopo la scoperta. È da qui che parte, l’originale radiofonico in 4 puntate scritto e diretto da Cesare Ferrario, per esplorare la vita intima del musicista boemo. “Il diavolo allo specchio. Confessioni private del musicista Gustav Mahler raccontate al dr. Sigmund Freud” vanta, tra gli altri, l’interpretazione di Alarico Salaroli nel ruolo di Freud.

 

 

Nota del regista Cesare Ferrario

Nella concezione di un “viaggio” intorno a Gustav Mahler, uomo e artista, nell’ analisi e nella introspezione di alcuni particolari momenti della sua intensissima e travagliatissima vita, ho cercato di non allontanarmi dagli stilemi, dalla sua unica e irripetibile concezione musicale.

Non si stupisca dunque l’ascoltatore della apparente “frammentarietà” di quest’opera concepita per la platea radiofonica e quindi destinata (come la musica) al solo ascolto. E non pensi che l’incontro del grande compositore boemo al culmine di una profonda crisi esistenziale con Sigmund Freud, avvenuto nel 1910 a Leyden in Olanda dove il padre della psicanalisi era in vacanza, sia soltanto “pretesto” per una sommaria biografia. Al contrario è, a mio avviso, l‘unico possibile modo per raccontare e svelare – attraverso la suggestione e il potere evocativo della parola e dei suoni – l’intima essenza di una delle personalità artistiche più complesse e, al tempo stesso, più elevate del XX secolo.

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