Grand Bazaar

La memoria canzonettistica e il RECITAL (4./4)

Tra teatro, cinema e canzone: il ritratto di un’artista fuori dal tempo

"Tante Storie d'Amore e di Follia" di Milly, Oxford-Recordsale (dettaglio di copertina)

A partire dalla metà degli anni Sessanta il repertorio di Milly delle canzoni degli anni Venti e Trenta viene riproposto in numerose incisioni. Le canzoni italiane del primo dopoguerra come Vipera, Scettico blues, Addio Tabarin sono diventate degli standard, dei classici del genere cabaret. Canzoni che a partire dagli anni Settanta, faranno parte degli spettacoli realizzati a firma di Filippo Crivelli, i recital, veri e propri viaggi nella storia della canzone italiana. Le canzoni di Milly, D’Amore e di libertà, Tante storie d’amore e di follia, Canzoni come costume, canzoni come civiltà, Mille Milly: è in queste rappresentazioni teatrali che si cristallizza l’immagine della leggendaria Milly: la Milly dal fascino magnetico, esemplare di bellezza indomita, la Milly dalla voce tenebrosa e graffiante con cui affronta i grandi temi della violenza, dell’incomunicabilità, della solitudine, della guerra, della malinconia, del ricordo.

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