ITER verso la fusione nucleare

di Fabio Meliciani

Un giorno saremo in grado di replicare sulla Terra quello che avviene nel Sole, riusciremo a produrre energia pulita in grande quantità, ma lo faremo usando una sostanza comunissima e a basso costo, l’acqua. Non sono miraggi, ma le promesse di una tecnologia studiata da molti anni, la fusione nucleare, che di recente ha raggiunto importanti traguardi, e che, grazie a progetti grandiosi come ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) - un consorzio internazionale per la costruzione di un reattore a fusione nucleare (tokamak) - punta a realizzare un sogno: produrre energia pulita, praticamente illimitata, senza i rischi e i temibili inconvenienti delle attuali centrali elettriche a fissione nucleare. Quando un simile sogno diventerà realtà, e quali ostacoli dovremo ancora superare? I temi dell’autonomia e della transizione energetica, per porre un freno a inquinamento e cambiamenti climatici, sono e continueranno a essere al centro dell’attenzione, sempre di più. La fusione nucleare può rappresentare una soluzione? Ne parliamo al “Giardino di Albert” con Stefano Alberti, fisico dello Swiss Plasma Center del Politecnico di Losanna, uno dei laboratori di ricerca sulla fusione più importanti al mondo.