La cerimonia per l’uccisione di Charlie Kirk ha mostrato un inquietante intreccio tra religione, politica e spettacolo. Con toni da martirio, una croce gigante e riferimenti alle reliquie, l’evento ha assunto i tratti di un requiem funebre, di una convention politica e del Super Bowl. Il linguaggio usato, fortemente confessionale, riflette un’America dove il fondamentalismo religioso permea la politica, allontanandosi sempre più dalla visione europea.
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