"Performing Naples" di Goffredo Plastino, Brepols (dettaglio di copertina)
La Recensione

“Performing Naples”

Iconografia della canzone napoletana nel mondo

  • Oggi
  • 15 min
  • Paolo Prato
  • brepols.net
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Performing Naples. Un’iconografia fotografica di Goffredo Plastino, tratta il ruolo delle immagini nella diffusione internazionale della canzone napoletana tra fine Ottocento e primo Novecento. Pubblicato in inglese da Brepols, il libro affronta un aspetto mai affrontato in precedenza studiato: la centralità dello sguardo, più che dell’ascolto, nella costruzione della napoletanità in musica. L’autore – docente di Etnomusicologia all’università di Newcastle, fra i più stimati studiosi a livello internazionale – dedica una prima parte del libro alle immagini, spesso firmate da artisti di grido, che contribuirono a fissare un cliché della napoletanità edulcorato per incontrare i gusti di un pubblico cosmopolita. Figure ricorrenti come la ragazza col tamburello, l’uomo col liuto e i danzatori di tarantella divennero veri e propri archetipi che replicavano ad libitum i costumi pittoreschi, le scene bucoliche e marinare da cui era escluso ogni riferimento alle reali condizioni di vita. Con la fotografia, tale immaginario acquistò realismo, rafforzando il legame tra musica popolare e identità etnica, un tratto caratterizzante Napoli e i napoletani più di ogni altra popolazione. Nella seconda parte l’autore presenta un’ampia selezione – dalla sua inestimabile collezione privata - di cartoline illustrate auto-prodotte dalle numerose troupes che si esibivano in tutta Europa, in teatri, caffè e fiere esportando il suono della città. La Truppa Italiana Sport, la Società per Concerti Vocali e Strumentali “Vesuvio”, la Compagnia Bella Italia, l’ensemble Addio a Napoli, la Della Rosa Band, la Volcano Napolitan (sic) Band e la Compagnia Masaniello sono solo alcune delle orchestrine viaggianti che imposero la canzone napoletana come repertorio globale in epoca pre-discografica. Una moda tutt’altro che passeggera, a cui il marketing delle picture postcards diede un importante contributo, generando imitatori non solo in Italia. La canzone napoletana venne infatti adottata anche da musicisti non napoletani, che ne imitavano l’aspetto. Il libro racconta dunque una storia inedita della sua diffusione attraverso “artefatti effimeri” di cultura visiva, capaci di modernizzare e insieme mitizzare Napoli.

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