"Glorious Mahalia" di Kronos Quartet & Mahalia Jackson, Kronos Performing Arts Association - Smithsonian Folkways Recordings (copertina)
La Recensione

Il sogno di Martin Luther King, e di Mahalia

“Glorious Mahalia”

  • Oggi
  • 14 min
  • Franco Fabbri
  • folkways.si.edu
Scarica

È cominciato tutto in una notte insonne di David Harrington, violinista e fondatore del Kronos Quartet. Era il 2013. Una rete televisiva stava mandando in onda un’intervista a Clarence Jones, amico e collaboratore di Martin Luther King Jr., in occasione del cinquantesimo anniversario della manifestazione per i diritti civili a Washington, il 28 agosto del 1963. La sera prima il reverendo King aveva chiesto a Jones di scrivergli un discorso, e così lo speechwriter aveva fatto, rispettando la voce dell’amico e mettendosi nei suoi panni, come sempre. Ma mentre King stava iniziando – raccontò Jones cinquant’anni più tardi – una voce vicina all’oratore gridò: «Digli del sogno, Martin, digli del sogno!» Così il dottor King chiuse il quaderno, e iniziò, a braccio: «Ho fatto un sogno…» (I had a dream…): l’incipit di uno dei discorsi più famosi della storia. La voce che aveva sollecitato Martin Luther King era quella di Mahalia Jackson, cantante di gospel, la più grande, secondo l’opinione comune. Era lì per dare forza con la sua voce a quella manifestazione gigantesca. C’erano molti altri, anche Joan Baez e Bob Dylan.

Harrington concepì l’idea di lavorare musicalmente intorno all’episodio, a quel “Digli del sogno!” Ma si rese conto che c’erano molti altri momenti nei quali la voce di Mahalia Jackson aveva risuonato, e non solo nel canto, negli anni delle lotte per i diritti civili. Rintracciò Clarence Jones e organizzò una lunga intervista. Poi trovò i materiali delle conversazioni fra Mahalia Jackson e Studs Terkel, grande amico della cantante, conduttore radiofonico e cultore di storia orale, bianco, protagonista di conversazioni con Mahalia nelle quali erano quasi sempre d’accordo, salvo riscaldarsi quando lei rimproverava all’interlocutore di avere, come non-nero, un limite alla comprensione dei problemi degli africano-americani. Un compositore e una compositrice, Zachary Watkins e Stacy Garrop, iniziarono a lavorare sui materiali registrati, con stili e sensibilità diverse: Watkins elaborando le voci con tecniche elettroacustiche e facendole interloquire col quartetto, Garrop creando un dialogo fra le voci e gli strumenti, come se aggiungesse una parte recitata alla “civile conversazione” (a volte agitata, come in un quartetto di Bartók) dei quattro archi.

Una lunga gestazione ha portato a Glorious Mahalia, album uscito sul mercato all’inizio di aprile del 2026. Contiene due composizioni, entrambe articolate in cinque movimenti: Glorious Mahalia, di Stacy Garrop, e Peace Be Till di Zachary Watkins. Sono inframmezzate (anche in questa nostra recensione) da un arrangiamento per quartetto d’archi, scritto da Jacob Garchik, di God Shall Wipe All Tears Away, un gospel di Antonio Haskell registrato nel 1937 da Mahalia Jackson e divenuto una delle sue interpretazioni più famose.

Scopri la serie

Correlati

Ti potrebbe interessare