"Bright Spirit" di Gong, Gong (copertina)
La Recensione

Gong – Bright Spirit

Una storia lunga cinquant’anni (e qualche galassia)

  • Oggi
  • 15 min
  • Alceste Ayroldi
  • gongband.com
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Un ritorno atteso e carico di energia: i Gong presentano il loro nuovo album Bright Spirit, disponibile dal 13 marzo su tutte le piattaforme digitali e nei principali formati fisici. Un lavoro che segna un nuovo capitolo nel percorso artistico della band, tra sperimentazione sonora e radici ben riconoscibili.

Bright Spirit è un viaggio musicale intenso e visionario, dove psichedelia, progressive rock e contaminazioni contemporanee si intrecciano in un equilibrio sorprendente. L’album esplora temi legati alla rinascita, alla connessione interiore e alla ricerca di nuove prospettive, mantenendo intatto lo spirito libero e innovativo che da sempre contraddistingue i Gong. Si muove tra rock psichedelico, suggestioni orientali, improvvisazioni jazz e momenti meditativi, confermando la natura caleidoscopica della band.

Guidati da un approccio libero e sperimentale, i Gong costruiscono un viaggio sonoro che riflette sulla percezione della realtà, sull’evoluzione interiore e sulla connessione tra individuo e universo.

Registrato tra studi analogici e ambienti digitali, il disco fonde atmosfere eteree, ritmi ipnotici e arrangiamenti ricchi di sfumature. Ogni traccia contribuisce a costruire un universo sonoro coerente, capace di coinvolgere tanto gli ascoltatori storici quanto una nuova generazione di appassionati.

Un gruppo che vede al centro Kavus Torabi, voce solista e chitarrista; Fabio Golfetti, lo storico collaboratore del fondatore Daevid Allen, chitarra e voce; Dave Sturt al basso, responsabile delle strutture ritmiche e della direzione sonora; Ian East sassofono e fiati, elemento chiave nel carattere jazz e sperimentale del gruppo e Cheb Nettles alla batteria, motore ritmico capace di spaziare tra groove complessi e dinamiche psichedeliche.

Bright Spirit rappresenta per una nuova luce per la band dai natali canterburiani. È un invito a lasciarsi trasportare, a riscoprire la meraviglia e a connettersi con qualcosa di più grande.

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