"Against The Dying Of The Light" di José González, City Slang label (copertina)
La Recensione

José González, Against The Dying Of The Light (City Slang)

Un disco “curativo”, che ispira serenità

  • 12.06.2026
  • 15 min
  • Paola De Angelis
  • shop.cityslang.com
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José González è un musicista argentino-svedese, nato a Goteborg nel 1977 da genitori fuggiti dalla dittatura militare argentina. È cresciuto ascoltando le canzoni di protesta di Silvio Rodríguez, Victor Jara, e Mercedes Sosa, a cui da adolescente si è aggiunto l’hardcore punk, il reggae di Bob Marley e Michael Jackson. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla musica, studiava biochimica. La formazione scientifica è alla base del suo approccio pacato e razionale e della sua visione lucida sui problemi che minacciano la nostra sopravvivenza, di cui parla nelle sue canzoni.

All’esordio Veneer del 2003 sono seguiti altri quattro album; l’ultimo, Against The Dying Of The Light (City Slang), è uscito questa primavera: voce, chitarre spagnole e poco altro, José canta in inglese, svedese e spagnolo. Il titolo viene dalla poesia di Dylan Thomas Non andartene docile in quella buona notte, che recita:

«La vecchiaia dovrebbe ardere e infierire quando cade il giorno;

E infuriare contro il morire della luce».

A Perfect Storm è il brano di apertura: la tempesta è quella creata dal comportamento sconsiderato degli umani che hanno innalzato in modo vertiginoso la probabilità di non sopravvivere ai prossimi cento anni. L’ambiguità etica della tecnologia avanzata è il tema della canzone e del video che la accompagna. «Tutto sta nel trovare il modo di parlare di cose difficili, sapendo che il panico non è l’approccio migliore. Mi piacciono le discussioni civili quando si dissente, e trovare modi di collaborare per andare avant», dice José.

In due brani dell’album – For every dusk e Sheet – si percepisce l’eco dichiarata del desert blues maliano (Ali Farka Touré, Ballaké Sissoko, i Tinariwen, con cui José Gonzalez ha collaborato nell’ultimo disco Hoggar). Nel disco c’è una deliziosa ninna nanna dedicata al figlioletto e brani che parlano dell’oppressione delle donne, U/Rawls Slöja e Gymnasten.

Nonostante i temi di scottante attualità, Against The Dying of the Light è un disco “curativo”, che ispira serenità. José è felice nel suo angolo di mondo, ed è per questo forse che viene voglia di ascoltarlo a ripetizione e di assorbire il senso di calma consapevole e di pacatezza che trasmette.

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