“Grief is The Thing with Feathers” di Teho Teardo, Specula Records / Teho Teardo (dettaglio copertina)
“Grief is The Thing with Feathers” di Teho Teardo, Specula Records / Teho Teardo (dettaglio copertina) (tehoteardo.com/it/specula-records/)

La Recensione

di Valerio Corzani

Da lunedì 13 a venerdì 17 gennaio 2020

"Grazie per il ballo" …è quello che ci auguriamo penserete voi alla fine della nostra settimana di recensioni, ma è anche il titolo dell’album postumo di Leonard Cohen che abbiamo messo come un perno, nel bel mezzo della nostra cinquina di album. Quello del cantautore canadese è l’ennesimo scrigno di tesori, lasciato in eredità al figlio Adam, che negli ultimi anni era diventato uno dei suoi fidati “partners in crime”. Ne è venuto fuori un tracciato pieno di squarci poetici, con la voce profonda di Cohen corroborata da arrangiamenti strumentali molto accurati.

Prima di Cohen toccherà a due musicisti italiani lubrificare il vostro pomeriggio di ascolti. Un disco jazz per quel che riguarda il lunedì. Gaetano Partipilo guarda alla propria terra e riunisce una vera e propria young all-stars made in Puglia. Alcuni collaboratori storici (tra questi il pianista Mirko Signorile) e altre vere e proprie scoperte come la cantante Angela Esmeralda.

Martedì tocca di nuovo al prolifico Teho Teardo, abile manipolatore di atmosfere elettroacustiche e stimato compositore di colonne sonore (Salvatores, Sorrentino tra li altri). “Grief is the thing with feathers” è il titolo del suo nuovo lavoro, ispirato dal celebre romanzo omonimo di Max Porter.

Chi conosce il lavoro di Teardo, sa quanta affezione abbia per le sonorità dei cordofoni e per le sezioni d’archi. Ebbene il nostro album del giovedì, “Sul filo”, celebra proprio un incontro speciale da questo punto di vista. In campo il violino (e la voce) spettacolare di Iva Bittova e la mirabolante chitarra mutante (autocostruita) del sardo residente a Barcellona, Paolo Angeli.

Chiudiamo la settimana con un disco ECM. Il pianista, organista, compositore Kit Downes licenzia il suo secondo album nel ruolo di leader. Al suo fianco il tenor sassofonista Tom Challenger, la violoncellista Lucy Railton, il chitarrista Stian Westerhus e il batterista Sebastian Rochford. Anche qui c’è un riferimento nel titolo (cinematografico non letterario) e c’è un suono che rimbalza tra echi minimalisti, accenti free e una predisposizione meditabonda e crepuscolare.

 
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