"Ruth Slenczynska. Complete American. Decca Recordings" di Ruth Slenczynska; Deutsche Grammophon Eloquence (dettaglio copertina) (eloquenceclassics.com)

La Recensione

di Valentina Lo Surdo

Da lunedì 24 a venerdì 28 maggio 2021

Quando a sette anni muoveva i suoi piccoli passi sul palco della Salle Pleyel per debuttare con la Philharmonie de Paris diretta da Alfred Cortot, Ruth Slenczynska era già salutata dalla critica come “il più grande prodigio dopo Mozart”. Con un cofanetto di 10 CD (Ruth Slenczynska-Complete American Decca Recordings) Deutsche Grammophon Eloquence intende omaggiare la carriera novantennale di una delle pianiste americane più amate, che sola può vantare tra i suoi mentori le più grandi figure della Golden Age of the Piano quali Josef Hofmann, Arthur Schnabel, Egon Petri e Sergei Rachmaninov.

La recente uscita per Dynamic del Trio des Alpes è dedicata ai due più celebrati Trii con pianoforte di Antonín Dvořák. È previsto il completamento dell’integrale per la stessa etichetta con i due Trii op 21 e op 26. Il CD è stato coprodotto con la RSI e inciso presso l’Auditorium della Radio della Svizzera Italiana. Il Trio des Alpes è una formazione italo-svizzera composta dalla violinista Hana Kotková, il violoncellista Claude Hauri e il pianista Corrado Greco.

La fisarmonica, autentico camaleonte tra gli strumenti polifonici e l'ultimo tra gli strumenti a tastiera, è protagonista di un progetto in omaggio alla forma musicale bachiana per eccellenza, il preludio e fuga. L'effetto-specchio è creato dall'alternanza di preludi e fughe di Johann Sebastian Bach con le pagine firmate da altri grandi compositori, significativi del proprio tempo: Balbastre, Mozart, Schumann, Reger ed Escaich. Il timbro poetico e avvolgente della fisarmonica restituisce in una dimensione unica queste opere, in bilico tra sacro e profano, tra sonorità organistiche e popolari.

“Non scrivo nuova musica. La mia musica è una risposta e un'eco di ciò che già esiste”. Il nuovo album del pianista Alessandro Stella dimostra pienamente questa dichiarazione del compositore ucraino. Un’incisione che include tutte le Bagatelle di Silvestrov che, dopo gli anni dedicati all’avanguardia, segnano il ritorno a una scrittura poetica, da lui definita ‘musica metaforica’ o ‘metamusica’. Un ritorno al passato ancor più evidente proprio dall’inizio del ventunesimo secolo, da quando cioè il compositore, nato a Kiev nel 1937, si è concentrato principalmente sulle piccole forme, firmando oltre seicento brani di cui le bagatelle rappresentano un esempio ideale.

È un raffinato compositore e chitarrista il siracusano Francesco Cataldo, i cui brani sono stati definiti da Pupi Avati “belli, come una carezza infinita destinata a perdurare per un lungo viaggio”. Un artista capace di esprimere sfumature sentimentali di forte caratterizzazione autobiografica, così come autobiografica è la dedica del disco a Giulia, sua figlia, ritratta anche in copertina. Dieci quadri iridescenti a comporre la geografia sentimentale di Cataldo, dipinti in compagnia di eccellenti musicisti: Marc Copland al piano, Pietro Leveratto al contrabbasso e Adam Nussbaum alla batteria.

 
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