di Matteo Koffi Fraschini

Artemisia

di Matteo Koffi Fraschini

Piante di artemisia (KEYSTONE/EPA/MICHAEL REYNOLDS)

Artemisia

di Matteo Koffi Fraschini

Lomé, Togo - Il mondo sta cercando di sconfiggere una delle malattie più gravi che colpisce soprattutto bambini in Asia e Africa: la malaria. Con milioni di casi ogni anno, da qualche mese si è acceso il dibattito tra la cura con farmaci occidentali e una soluzione locale e tradizionale rappresentata da una pianta chiamata artemisia. L'artemisia, coltivata in vari Stati africani e bandita in altri Stati occidentali, ha il potere di prevenire e curare la malaria. Ma il suo uso e dosaggio non sono ancora stati ben esplorati e definiti dal settore farmaceutico. C'è chi pensa che un comportamento così cauto sia dovuto a ragioni puramente economiche, chi invece per motivi semplicemente scientifici. L'artemisia, infatti, è molto meno cara da utilizzare rispetto a un farmaco, però non ci sono ancora sicurezze riguardo a quali livelli potrebbe essere nociva e inefficace per il paziente. Il Togo è uno di quei Paesi africani dove il dibattito tra medicine occidentali costose e cure locali a basso prezzo è all'ordine del giorno. Ecco quindi un confronto tra scienziati, coltivatori e operatori umanitari.

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