Il "Muro Tzoi" dedicato alla star del rock russo a Mosca, 2010 (Keystone)

La musica rock e il crollo dell’URSS

dai “bones records” a Viktor Tzoi (e oltre), di Elisabetta Jankovic

Può “suonare” strano, ma secondo alcuni osservatori, il dilagare della musica rock in Unione Sovietica, dagli anni Sessanta in poi, avrebbe contribuito ad accelerarne il crollo. Nel dopoguerra i vinili made in USA di Elvis Presley o di Louis Amstrong venivano importati illegalmente e duplicati a Mosca o a Leningrado (oggi San Pietroburgo), incidendo le tracce su un supporto decisamente originale: le radiografie di polmoni o di tibie. I cosiddetti “Bones records”.

Inizialmente i musicisti russi, ispirandosi ai Beatles e ai Rolling Stones, cantavano in lingua inglese, ma quando iniziarono ad utilizzare la lingua slava riuscirono a raggiungere il grande pubblico e ad “emancipandosi” dall’influenza occidentale.

Da Mosca a Vladivostock, al posto di Jim Morrison, i giovani di entrambi i sessi applaudivano un cantante dai tratti orientali: il mitico Viktor Tzoi, leader dei Kino, autore di un successo intitolato, non a caso, “Peremen” ovvero “Cambiamento”.

Ma Viktor Tzoi non è stato certo il solo a scrivere la storia del rock russo. La scena musicale in Unione Sovietica era infatti ricchissima di decine e decine di rock band. Per raccontarci l’atmosfera di quell’epoca, il Laser di oggi ha raccolto le testimonianze di: Vladimir Reksan, direttore del Museo del Rock di San Pietroburgo; Seva Gakkel, chitarrista e violencellista degli Akvarium, una band nata negli anni Settanta e Oleg Garkusha, frontman degli Aukzion, che ha aperto da poco, non lontano dal fiume Neva, uno spazio per i nuovi gruppi rock del terzo millennio. Mentre il titolare del primo negozio privato di dischi nell’URSS, Oleg Grabko, ripercorre ai nostri microfoni l’euforia dell’inaugurazione e la fila chilometrica all’ingresso.

Infine, per raccontare gli anni Novanta, abbiamo incontrato a Mosca Dima Talashov, un musicista che a quell’epoca era poco più che ventenne…


(tutte le interviste sono state realizzate prima del 24 febbraio 2022)

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