Di cosa parliamo quando parliamo di… reputazione

di Monica Bonetti e Michela Daghini

Uno degli episodi più riusciti della serie tv Black Mirror, è incentrato sulle derive dell’ossessione di coltivare la propria reputazione virtuale e sulle ricadute, che nel telefilm diventano drammatiche, della ricerca di consenso.

La reputazione è in realtà un concetto trascurato dalla filosofia e dalle scienze sociali tanto che non sono molti i trattati che ne hanno studiato i meccanismi. Negli ultimi anni però, soprattutto con l’avvento dei social-media, è un concetto diventato centrale nel determinare le nostre scelte e i nostri comportamenti e sia l’economia sia la sociologia hanno iniziato a interessarsene.

Cosa e come pesi nella creazione e/o la distruzione di una reputazione sono influenzati da molteplici fattori, in larga parte non gestibili direttamente dalla persona a cui la reputazione appartiene, è curioso comunque osservare il paradosso che ci porta da una parte ad attribuire enorme importanza a come appariamo agli altri e dall’altra ad essere noi stessi gli artefici delle minacce più grandi alla nostra reputazione.

Ma come cambia, come è già cambiata la nostra percezione della reputazione e l’importanza che le attribuiamo? È vero che non esistono più le figuracce o al contrario i social le amplificano al punto da aver modificato il sentimento della vergogna? Siamo davvero diventati una società svergognata, o semplicemente ci vergogniamo di cose diverse rispetto al passato e ci offendiamo per motivi differenti?

Partendo da spunti letterari e cinematografici e con un diversificato parterre di ospiti, "Moby Dick" si interroga questa settimana su sentimenti come vergogna e offesa, diretti derivati della percezione della nostra reputazione.

Con il filosofo e psicologo Matteo Vegetti, professore alla Supsi e all’Usi, la filosofa Gloria Origgi  ricercatrice al CNRS di Parigi che lavora sulla teoria della mente, l'epistemologia e le scienze sociali applicate alle nuove tecnologie e con la sociologa Gabriella Turnaturi docente all’università di Bologna e autrice del saggio Vergogna. Metamorfosi di un'emozione.