Non sono in molti a dedicare la propria vita alla composizione per large ensemble e, soprattutto, di riuscirci in modo impeccabile, inanellando una serie di premi e riconoscimenti. In questa impresa c’è riuscito perfettamente il compositore milanese Dino Betti Van der Noot. Compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore, Dino Betti Van der Noot è una figura di riferimento della musica italiana e internazionale. Nato a Milano, ha costruito una carriera che attraversa musica sinfonica, jazz, colonne sonore e produzioni discografiche, collaborando nel corso degli anni con importanti orchestre, artisti e istituzioni culturali. Nel corso dell’intervista, Betti Van der Noot racconta la genesi di Brahm Dreams Still, un lavoro intenso e suggestivo che prende ispirazione dall’antica tradizione indiana (brahma) , trasformandolo in una visione contemporanea, sospesa tra memoria, sogno e reinvenzione sonora.
Brahm Dreams Still è il diciassettesimo album del compositore nato a Rapallo ma residente a Milano, che utilizza un organico da big band, con 22 elementi, con una strumentazione molto variegata: oltre agli strumenti tipici di una big band, ci sono anche violino e arpa celtica, per creare colori più “magici” e sognanti.
Abbiamo l’opportunità di scoprire i passaggi salienti della costruzione di questo disco dalla viva voce del compositore lombardo, qui intervistato dal critico musicale Alceste Ayroldi.
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