Nipote di Ernesto Lecuona, e chitarrista, compositore e direttore d’orchestra, Leo Brouwer rappresenta la migliore scuola musicale latinoamericana costruita a partire dalla musica popolare cubana sino alle aperture verso compositori come Nono e Xenakis.
Così in questo periodo di grandi difficoltà di una Cuba sofferente, perseguitata e sempre più sola mi sono ricordato di essere stato a casa di Brouwer nel 1984 in occasione del primo Festival di Musica Contemporanea a l’Avana. Molte cose che Brouwer ci dice in questo incontro di quarantadue anni fa possiamo trovarle ancora attuali, e questo non è un buon segno.
Cuba ha oggi bisogno di voci e nuove alleanze, prima che assatanati milionari americani la facciano tornare a quel casino dei Caraibi che era negli Anni 50.
Non dimentichiamoci di quella Cuba che ci ha fatto sognare di musica e rivoluzione, come ci racconta Leo Brouwer…
Scopri la serie
https://www.rsi.ch/s/702496



