Cosa unisce il cinema di Monicelli, le performance di Carla Lonzi e l’ironia feroce di Maurizio Cattelan? Secondo quanto propone la mostra Tragicomica in corso al MAXXI di Roma e nata dalla collaborazione tra il Maxxi stesso e il Centre d’art Contemporaine di Ginevra, sarebbe la particolare “sensibilità nazionale italiana” per il tragicomico, un filo rosso presente nella filosofia, nel cinema, nel teatro, e naturalmente anche nella storia dell’arte e più in generale nella cultura italiana.
A “Voci dipinte” ne parliamo con i curatori del progetto nonché direttori artistici degli istituti museali, rispettivamente Andrea Bellini per Ginevra e Francesco Stocchi per Roma, che in un dialogo serrato e dialettico, analizzano come l’arte italiana abbia trasformato il fallimento in resistenza e la risata in atto politico. Al centro, una riflessione profonda sulla maschera: da strumento di ribellione femminista contro il patriarcato a metafora del potere contemporaneo. Una riflessione soprattutto che rompe lo stereotipo dell’italiano “scanzonato” per rivelare una mappatura alternativa, tragica e vitale, del Paese e della sua storia dell’arte.
Per la mostra della settimana ci spostiamo a Zurigo dove al Landesmuseum ha da poco aperto una mostra dal titolo Noi e la guerra. Lou Lepori l’ha visitata con la direttrice del museo Denise Tonella.
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