(TiPress)

Ticino che cambia

di Monica Bonetti

Riscuote in queste settimane grande successo la mostra Il Ticino che cambia allestita dal MASI nelle sale di Palazzo Reali con gli scatti del fotografo luganese Vincenzo Vicari.

La mostra copre un periodo che va dagli anni ’30 a quelli ‘90 del Novecento e attraverso le immagini di luoghi e persone è possibile ripercorrere la trasformazione del territorio e dell’identità del cantone.

Un’operazione insomma che va ben al di là della rievocazione nostalgica di ciò che non c’è più anche se ne sfrutta intelligentemente i meccanismi, e ne è prova appunto l’entusiasmo con cui il pubblico visita il museo. Un’operazione che si accompagna a un ricco catalogo - in cui insieme a una prefazione del curatore della selezione di scatti in mostra Damiano Robbiani, compaiono i saggi di storici e studiosi di fotografi – oltre a un sito web in cui è possibile esplorare ulteriormente il fondo di Vicari.

Della mostra ma anche dell’importanza della fotografia nel raccontare il territorio e i suoi mutamenti si occupa questa settimana "Voci Dipinte" insieme al collaboratore dell’archivio storico di Lugano e curatore Damiano Robbiani e all’architetto e urbanista Riccardo Salvi.

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