C’era una volta la "scaletta"…

di Claudio Farinone e Giovanni Conti

È notizia recente che ha già suscitato non poche reazioni: Spotify ha eliminato la funzione shuffle (l’ascolto in ordine casuale delle tracce) per gli album disponibili sulla propria piattaforma.

L’ha fatto dietro sollecitazione di Adele, disturbata dal fatto che con lo shuffle si cancellasse il lavoro degli artisti e dei produttori per determinare la successione dei brani. Jovanotti, invece, ha dichiarato di non avere più intenzione di produrre album propri, per dedicarsi esclusivamente al formato singolo. Altri artisti, oscuri o famosi, hanno intrapreso produzioni basate esclusivamente su Internet, nelle quali non si escludono temi di fondo o idee conduttrici, ma senza un obbligo di formato.

Intanto, però, il revival del vinile ripropone non solo gli album “classici” del passato, ma anche la "gabbia" delle due facciate  di venti-venticinque minuti l’una.

Come stanno le cose? Claudio Farinone e Giovanni Conti ne parlano con Franco Fabbri, musicista e storico della popular music, e con la giovane compositrice e violinista Anais Drago.