Voi che sapete...

L’opera è morta?

Le parole di Timothée Chalamet (ri)aprono il dibattito

Timothée Chalamet

A lanciare il sasso, stavolta, non è un provocatore di professione ma una star globale come Timothée Chalamet, che ha definito opera e balletto “arti morte”, riaprendo una questione che nel mondo musicale torna ciclicamente: stiamo davvero parlando di forme vive, capaci di dire qualcosa al presente, oppure continuiamo ad alimentarle per abitudine, prestigio e conservazione del patrimonio? E ancora: ha senso difendere il repertorio così com’è o dovremmo avere il coraggio di investire di più nel nuovo, anche attraverso la creazione di opere contemporanee?

La nuova puntata di “Voi che sapete”, parte proprio da qui: da una frase tagliente, discutibile finché si vuole, ma impossibile da liquidare con sufficienza. Perché la domanda resta, scomoda e attualissima: l’opera è ancora un linguaggio vivo o è diventata un monumento da custodire? E se il problema non fosse salvare il passato, ma trovare finalmente il coraggio di creare davvero il futuro con nuove opere, nuovi linguaggi, nuove forme di relazione con il pubblico?

Tra difesa del repertorio, crisi della contemporaneità e necessità di rinnovamento, Andrea Ottonello, critico musicale e Carla Moreni, critica musicale de Il Sole 24 ore, al microfono di Lucia Bentoglio e Giovanni Conti, metteranno a confronto visioni diverse su uno dei nodi più delicati della vita musicale di oggi.

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