Religione e guerra in Ucraina - Giornata del malato - Convegno su coscienza, riconoscenza, azione

di Gaëlle Courtens e Corinne Zaugg

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Cosa c’entra la religione con la guerra in Ucraina?, di Gaëlle Courtens
In che misura la guerra voluta da Vladimir Putin in Ucraina ha anche una dimensione religiosa? Con il crollo dell’Unione sovietica il mondo cristiano ortodosso subisce una frammentazione che, se da una parte contribuisce a foggiare nuove identità nazionali, dall’altra acuisce le rivalità tra chiese relative all’esercizio delle rispettive giurisdizioni e visioni del mondo. Ma non basta andare indietro di 30 anni. Per capire le implicazioni storico-religiose del clima conflittuale nella regione, e in particolare nell’ortodossia di tradizione slava, bisogna risalire all’anno 988, al battesimo di un altro Vladimir: il principe di Kiev, che si convertì al cristianesimo. Ne parliamo con lo storico ed esperto del mondo ortodosso Nicolas Kazarian, il giurista ucraino Dmytro Vovk, e il vaticanista Iacopo Scaramuzzi.

“Vivi la tua vita”, di Corinne Zaugg
E’ il motto scelto per la “Giornata del malato”, che cade proprio oggi, domenica 6 marzo, e che come ogni anno, é promossa in Svizzera da un vasto ventaglio di organizzazioni del settore sanitario e sociale. Un invito che proprio nel difficile momento che stiamo attraversando, si colora di una nuova intensità e si può applicare sia alla vita dei sani che a quella di chi si trova nella malattia.

Ritornare alla coscienza, di Corinne Zaugg
Sarebbe nella coscienza la chiave per uscire dall’attuale crisi e tornare a sentirsi “umani”. Ne discuteranno ad una tavola rotonda, sabato 12 marzo, due teologi, due filosofi, un medico e un ex procuratore pubblico.