Luca Marin
Luca Marin

Fuori e dentro la vasca

con Sandy Altermatt e Marcello Fusetti

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Incontro con il campione italiano Luca Marin, oggi allenatore capo della Nuoto Sport Locarno

Il record italiano sui 400 misti è ancora suo. Olimpiadi, mondiali, una carriera al top costellata anche da alcune gossipatissime storie d’amore con Federica Pellegrini e Laurent Manaudou. Luca Marin, smessa la carriera come nuotatore professionista, ha intrapreso quella da allenatore e dal primo di gennaio è a Tenero per la Nuoto Sport Locarno.

Alito cattivo
Alito cattivo (iStock)

La fiatella degli altri

Sono molte le teorie scientifiche che cercano di spiegare perché l’uomo sia in grado di percepire l’alito pesante degli alti ma non riesca a sentire il suo (a meno che non faccia la famosa “conchetta”). Forse ci siamo assuefatti, forse non possiamo, retaggio di quando eravamo cacciatori e prede, permetterci il lusso di farci rovinare il fiuto dal nostro odore che andrebbe a coprire quello di possibili pericoli in agguato. Forse altro… Ne abbiamo parlato con la giornalista Eva Perasso dell’agenzia F5.

Il resurrezionista
Il resurrezionista (dialessandria.it)

Mestieri scomparsi - Il resurrezionista

Fino a che punto si può agire in virtù della scienza? Mi spiego meglio: quanto è grave rubare un cadevere se questo serve alle lezioni di anatomia nelle scuole di medicina?

Il resurrezionista, o trafugatore di salme, fu un lavoro piuttosto diffuso – tranquilli non esiste più! – tra il 1600 e il 1700, e si guadagnava pure bene.

Il motivo era lo studio empirico, il bisogno quindi costante. Un’attività torva e assai poco legale che non veniva certo svolta dai medici stessi ma da uomini altamente specializzati nel trafugare salme e farle trovare pronte sui tavoli da lavoro l’indomani. Tecniche svariate, riuscita quasi sempre assicurata per un mestiere nato per cinica necessità. Gli unici corpi legalmente concessi per la dissezione erano infatti quelli dei condannati alla pena di morte, e venendo questi a diminuire, ahimé, andava trovata una rapida soluzione.

Un compito non facile divenuto però col tempo tanto comune dal far adottare a famigliari e amici delle vittime appena trapassate misure di veglia costante e deterrenti materiali per proteggere i corpi. Anche perché la legge non era tanto serevera, l’attività era considerata una semplice infrazione – il cadavere non apparteneva a nessuno - ben più grave era rubare gioielli e sidoni annessi. Ci volle l’Anatomy Act del 1832 per fare un po’ di chiarezza e porre fine a questo macabro mestiere.

Ed ora, per i più coraggiosi, ascoltatevi Bodysnachers dall’album ‘In Rainbows’ dei Radiohead, magari leggendo l’omonimo romanzo di Robert Louis Stevenson del 1884.