(keystone)

È già seconda ondata?

Il Covid-19 ha subito un’impennata in tutta la Svizzera

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Sono 2823 le nuove infezioni da Covid-19 registrate ieri in Svizzera e nel Liechtenstein nelle ultime 24 ore, per un totale di 68'704 casi dall’inizio della pandemia. Secondo il bollettino quotidiano diramato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), 1816 persone (+8) sono morte dall'inizio dell'epidemia.

Nello spazio di una settimana, dunque, i casi sono aumentati sensibilmente: mercoledì scorso, i contagi erano stati 1077 con una percentuale di test positivi del 7,1%, ieri si è passati al 13,6% mentre l'incidenza ha raggiunto gli 800 casi ogni 100'000 abitanti.

Anche il Ticino non è sfuggito alla tendenza generale al rialzo con 102 nuovi casi, 37 invece nei Grigioni. Queste cifre, che confermano la repentina ed esponenziale espansione della seconda ondata del nuovo coronavirus in Svizzera, trovano un riscontro in tutta l’Europa con i Governi impegnati a cercare di evitare un secondo lock down che metterebbe in ginocchio un’economia già indebolita dalla prima ondata.

Le nostre strutture sanitarie (farmacie, studi medici, ospedali) così come la popolazione sono pronte ad affrontare questa nuova emergenza, per altro annunciata? Siamo già in ritardo? Che strumenti abbiamo per cercare di limitare i danni?

Per rispondere a queste ed altre domande a Modem intervengono:

Luigia Elzi, Caposervizio malattie infettive EOC Bellinzona e Locarno

Paolo Ferrari, Professore responsabile dell’area medica dell’Ente Ospedaliero Cantonale;

Vincenzo Liguori, Medico di famiglia;

Giovan Maria Zanini, Farmacista cantonale ticinese.

 

 

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