Peter Magyar mentre festeggia la vittoria: due terzi del Parlamento magiaro sono in mano al suo partito
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Addio Orban

Svolta storica in Ungheria: dopo 16 anni di sovranismo, vince l’opposizione di Peter Magyar

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L’era Orban è finita. O almeno questo è quello che hanno chiesto gli ungheresi che domenica si sono recati in massa (con percentuali da record, vicine all’80 per cento degli aventi diritto) al voto, consegnando la vittoria, una grande vittoria, alle elezioni parlamentari, al leader dell’opposizione Peter Magyar. Ma per passare dai risultati alle urne, ai fatti, in Ungheria, ci vorrà tempo. Non sarà facile superare l’eredità di 16 anni di potere incontrastato del fondatore e leader di Fidesz

I sondaggi alla vigilia del voto lo davano in vantaggio, nella realtà il nuovo leader ungherese, Peter Magyar con il suo partito Rispetto e Libertà Tisza ha conquistato anche la cosiddetta “supermaggioranza”, vale a dire i due terzi dei seggi in Parlamento che gli consentiranno di modificare la Costituzione senza l’appoggio di altre formazioni. Da qui comincerà quindi il suo lavoro per cambiare il Paese che Orban, al potere dal 2010, ha trasformato in una democrazia illiberale, ispirandosi a Russia, Cina e Turchia.

Ma chi è Peter Magyar, come ha fatto a vincere e cosa aspettarsi – davvero – dal nuovo governo ungherese?
Ne parliamo con tre ospiti:

Stefano Bottoni, prof. Università di Firenze, ex ricercatore presso l’istituto di storia dell’Accademia ungherese delle scienze
Daniel Bochsler, politologo presso l’Università dell’Europa Centrale e all’Università di Belgrado, è ricercatore Associato presso il Centro per la democrazia di Aarau
Andrea Ostinelli, corrispondente RSI da Bruxelles

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