Edizione del 23.10.2019

Astensionismo di … ritorno

Onda verde. Onda rosa. Certo. Ma le elezioni federali appena trascorse ci consegnano un altro dato interessante e poco analizzato in questi giorni. Già, perché subito dopo il partito dei Verdi, a far registrare la progressione più importante è il partito degli astensionisti. Il guadagno è di 3,4 punti percentuali rispetto alle due passate tornate elettorali (45,1 per cento la partecipazione quest’anno rispetto al 48,5 per cento del 2015 e del 2011, nel 2007 era stata del 48,3 per cento). Se allunghiamo lo sguardo possiamo dire che è la prima volta che la partecipazione cala dal 1999. Possiamo dire anche che è da 40 anni esatti (la prima volta nel 1979) che i nostri rappresentanti a Berna sono scelti da meno della metà degli aventi diritto di voto.

Partiremo da qui per interrogarci sulle ragioni di questo fenomeno in sé non nuovo in Svizzera ma che come abbiamo visto torna a manifestarsi con decisione e forse in modo inatteso. Inatteso perché queste sono state le elezioni che hanno visto mobilitarsi i più giovani. E allora: come spiegare questo fenomeno? L’effetto “voto per corrispondenza” ha esaurito la sua spinta? Gli astensionisti di oggi sono diversi da quelli di ieri? L’obbligo di voto, in vigore nel Canton Sciaffusa e in alcuni Stati europei ed extraeuropei, ha prodotto degli effetti benefici? Si può fare altro?

Di questo parleremo con:
Lorenzo Ferrari, ricercatore e coordinatore European Data Journalism Network
Andreas Glaser, professore di diritto costituzionale al Centro per la democrazia di Aarau
Mauro Stanga, Ufficio di statistica Canton Ticino
Nenad Stojanovic, politologo all'Università di Ginevra

Intervista registrata a Christian Ritmann, vicecancelliere Canton Sciaffusa

 

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay

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