Edizione del 17.10.2017

CdA pubblici senza politici

Il Gran Consiglio ticinese ha approvato il 16 ottobre l’iniziativa della deputata socialista Pelin Kandemir Bordoli che sancisce l’incompatibilità delle cariche di Parlamentare con quella di membro di un Consiglio di amministrazione di aziende pubbliche e parapubbliche.

Sul tema nell’aula delle Orsoline dei Bellinzona si sono affrontati, da una parte, il PS, il PPD e La destra, dall’altra una parte di PLR e Lega dei ticinesi. Sullo sfondo una concezione diversa del ruolo degli eletti: rischio di poca trasparenza e assunzione di responsabilità, contro il diritto di eleggibilità dei rappresentanti politici del popolo. Il dibattito a tratti acceso è sfociato nel voto sul principio che è stato approvato da 43 deputati contro 36 e 3 astenuti.

La decisione del Gran Consiglio ticinese segna una svolta nel rapporto, a volte complicato e contraddittorio, fra partiti e aziende pubbliche? Concretamente, con il voto di lunedì, saranno toccate le seguenti aziende: Ente ospedaliero cantonale, Azienda elettrica ticinese, Banca Stato, Azienda cantonale dei rifiuti. La maggior parte dei deputati ha quindi deciso di non seguire il Consiglio di Stato che suggeriva di continuare a risolvere eventuali incompatibilità di volta in volta. La decisione del legislativo cantonale potrà essere introdotta anche sul piano comunale soprattutto per le città più importanti?

A Modem intervengono:

Jacques Ducry, Deputato indipendente PS, relatore di maggioranza;

Alex Farinelli, Deputato capogruppo PLR;

Pier Louis Manfrini, Avvocato, Professore emerito dell’Istituto di alti studi in amministrazione pubblica di Losanna (IDHEAP);

Amanda Rückert, Deputata Vicecapogruppo della Lega dei ticinesi.  

Replica su Rete Due alle 19.30

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