Soldi che ci sono, soldi che mancano o mancheranno. Questo il menu di ieri per il Consiglio nazionale che si è trovato sul tavolo il consuntivo della Confederazione, in rosso per il 2023, e subito dopo la prima aggiunta al preventivo per l’anno in corso. Modem è in trasferta a Berna per la sessione estiva del Parlamento. Un Parlamento chiamato a svolgere un ruolo inabituale: quello del “risparmiatore”. Per anni le finanze federali si sono mostrate floride e solide, tanto che anche nel periodo del Covid ci siamo potuti permettere stanziamenti straordinari miliardari. Ora la musica cambia, perché fra l’altro si è deciso di aumentare le spese per la difesa e arriveranno i costi della 13esima AVS.
A fare da diga alla voglia di spendere c’è il freno all’indebitamento, che dal 2003 impone che, tenendo conto della congiuntura, a lungo termine le uscite ordinarie della Confederazione non debbano superare le entrate ordinarie. Quel che si spende di troppo va recuperato negli anni a seguire, ma in caso d’emergenza - vedi Covid - si può comunque spendere a titolo straordinario.
Ne discutiamo con i consiglieri nazionali:
ALEX FARINELLI, PLR ticinese
JON PULT, PS grigionese
E in un’intervista l’UDC bernese LARS GUGGISBERG
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