Il premier italiano Giuseppe Conte (keystone)

Governo Conte: colpito ma non affondato

In Senato il premier italiano riesce a salvare l'esecutivo

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Al termine di una giornata campale il premier Giuseppe Conte è riuscito ad ottenere al Senato 156 alla fiducia sulle sue comunicazioni. I no sono stati 140, 16 gli astenuti.

Sono stati i "responsabili", "costruttori", "volenterosi", come sono stati a chiamati a salvare il governo Conte II e a traghettarlo verso un esecutivo Conte II bis, con un rimpasto e nuovi volti al posto dei due ministri dimissionari di Italia Viva.

Matteo Renzi, dopo aver provocato la crisi di governo, si è rifugiato in aula dietro il paravento dell’astensione, per garantire al governo uscente l’ossigeno sufficiente – chiamato tecnicamente maggioranza semplice - evitando nel contempo lo spettro del ritorno alle urne.

Il tutto nel bel mezzo della seconda curva pandemica e a poche settimane dalle elezioni amministrative in diverse città italiane, anche di peso, come Roma, Milano e Torino. Il governo Conte sarà comunque costretto a navigare a vista, a causa della fragilità del suo sostegno in Senato, e faticherà a mettersi alle spalle una delle crisi politiche più incomprensibili nella storia della Repubblica.

Cosa può voler dire tutto questo per l’Italia, per il piano di rilancio da oltre 200 miliardi di euro in arrivo dall’Unione europea e per la stabilità costantemente precaria di un Paese, che dal 1946 a oggi ha conosciuto ben 66 governi? Ne parleremo con:

Anna Bredice, giornalista di Radio Popolare

Alberto Giannoni, giornalista de Il Giornale

Marco Valbruzzi, politilogo, Istituto Cattaneo di Bologna

Anna Valenti, corrispondente RSI a Roma.

 

 

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