Edizione del 10.12.2019

L'aereo della discordia

Sei miliardi di franchi per i nuovi aerei da combattimento. È il tema al centro dei dibattiti del Consiglio nazionale questo perché i velivoli attualmente in dotazione stanno per giungere al termine della loro durata di utilizzo. Senza una loro sostituzione per tempo, dopo il 2030 la Svizzera si troverà nell'impossibilità di proteggere il proprio spazio aereo.

Sono molti gli interrogativi di fondo. È giusto investire questo importo per la sicurezza del nostro territorio? Oppure i rischi con cui il nostro Paese si trova a doversi confrontare sono soprattutto di un'altra natura, a cominciare da quelli che minacciano la nostro cybersicurezza?

Domande che trovano risposte diverse, a dipendenza del fronte politico da cui esse provengono. Se da una parte il fronte borghese è pronto ad investire negli aerei da combattimento, dall'altra il partito socialista propone un modello alternativo, che prevede l'acquisto di aerei da combattimento più leggeri e meno costosi. Ci sono poi i Verdi che lanceranno di certo il referendum, per annullare l'intero progetto, che prevede anche i cosiddetti affari di compensazione, ordini in favore dell'industria svizzera in arrivo da chi vincerà il concorso internazionale per l'acquisto di questi caccia militari. Sempre che il popolo darà nel corso del 2020 il suo definitivo nullaosta.

 

A Modem ne discutiamo con:

Rocco Cattaneo, consigliere nazionale PLR

Fabio Regazzi, consigliere nazionale PPD

Roger Nordmann, capo-gruppo del partito socialista

 

Interventi registrati di:

Lisa Mazzone, consigliera agli Stati Verdi

Werner Salzmann, consigliere agli Stati UDC

L'uomo sul treno

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