Il popolo è chiamato a pronunciarsi sulle modifiche alla legge introdotte dal Parlamento lo scorso marzo (keystone)

Legge Covid 19, secondo round

La Svizzera è il primo paese a votare (anche) sul certificato vaccinale

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Doppio referendum e doppia votazione popolare. Approvata dal parlamento ad ampia maggioranza, la legge Covid 19 deve vedersela ancora una volta con una votazione popolare. Dopo quella dello scorso giugno, ora la chiamata alle urne è fissata per il prossimo 28 novembre.

Questa volta, il pomo della discordia è il certificato Covid, la cui base legale è stata varata proprio dalla revisione della legge Covid, decisa dalle Camere federali lo scorso 19 marzo. Un certificato che non piace agli “Amici della Costituzione” e a tutti i gruppi più o meno No-vax che ruotano attorno a questa associazione, con il supporto dell’UDC, unico partito di governo a combattere questa revisione di legge.

A detta di questo fronte, il certificato rischia di spaccare in due la società e di intaccare gravemente le basi della nostra democrazia. A contrastare questa visione il resto del panorama politico svizzero che difende questo strumento, considerato essenziale per garantire al Paese un ritorno, seppur ancora parziale, alla normalità.

Un tema che sta animando parecchio il dibattito pubblico nel nostro Paese e che Modem affronta con un faccia a faccia tra la co-presidente dei socialisti ticinesi Laura Riget e il presidente dei giovani UDC, Diego Baratti.

Completa la puntata un’intervista registrata con Bernardino Fantini, professore emerito di storia della medicina presso l’Università di Ginevra.

 

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