(Keystone)

Non solo Epstein

In tribunale per complicità l'ex compagna del finanziere pedofilo

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Il “caso Epstein” è esploso un paio di anni fa, quando il miliardario, amico di ricchi, famosi e potenti, è stato arrestato con l’accusa di traffico sessuale di minori. Qualche settimana dopo il suo arresto Jeffrey Epstein muore in condizioni poco chiare in carcere. Il medico legale stabilisce che si è trattato di suicidio.

L’imprenditore newyorkese non è quindi stato processato per le accuse di abusi nei confronti di decine e decine di giovani, molte delle quali minorenni, all’epoca dei fatti. Tuttavia, a New York da ieri, per quanto accaduto nelle varie proprietà di Epstein, nel corso di decenni, alla sbarra c’è l’ex compagna, amica intima di Epstein, Ghislaine Maxwell.

La donna – ricca imprenditrice inglese, figlia del magnate dell’editoria Robert Maxwell – è accusata di essere la prima complice di Jeffrey Epstein. Di aver reclutato ragazze minorenni provenienti da contesti disagiati perché avessero rapporti con il miliardario. La dama nera dell’alta società rischia fino a 80 anni di carcere, se verrà giudicata colpevole delle accuse mosse nei suoi confronti.

Del ruolo di una donna, complice di un predatore sessuale, ma anche di come i media trattano tematiche di questo genere, parliamo con:

Annik Dubied, vicepresidente del Consiglio svizzero della stampa ed esperta della trattazione di fatti di cronaca nei media;

Viviana Mazza, giornalista del Corriere della Sera, si è occupata della vicenda intervistando vari attori del caso;

Franco Posa, medico criminologo, specialista del comportamento criminale.

 

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