Deforestazione di ampie aree forestali in Indonesia, per far spazio a monoculture controverse, come l'olio di palma (archivio keystone)

Stop alla deforestazione

Alla Cop26 oltre 100 paesi firmano un nuovo accordo: basterà?

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Stop alla deforestazione entro il 2030: il primo accordo raggiunto alla COP26 di Glasgow riguarda le foreste globali. Il primo ministro britannico, Boris Johnson, aprendo i lavori della seconda giornata del vertice sul clima, ha sottolineato che la dichiarazione è stata sottoscritta da Paesi che ospitano l'85% delle foreste del mondo e ha elogiato l'adesione di Paesi come Russia, Cina, Indonesia, Colombia, Congo e - particolarmente - il Brasile. Il premier ha evocato anche finanziamenti "senza precedenti" pari a 19 miliardi di dollari provenienti da fondi pubblici e privati e destinati a proteggere e risanare le foreste.

Ci si potrà fidare? La storia ci insegna che impegni simili erano già stati presi in passato ma che sono stati ben poco rispettati. Per gli ecologisti di Europa verde, ad esempio, “la distruzione delle foreste tropicali va fermata subito, non entro il 2030 e l'unica strada per l'Europa è accelerare il divieto di importazioni in UE di prodotti che hanno causato deforestazione, come soia, carne e biocarburanti".

Partiamo quindi da questo accordo firmato da oltre 100 paesi per capire ed inquadrare l’emergenza verde dei grandi polmoni terrestri. Con noi:

- Marco Conedera, Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio, Davos;

- Loretta Dalpozzo, collaboratrice RSI, Singapore;

- Giacomo Fedele, Conservation International, Bruxelles;

- Giorgio Matteucci, membro del Consiglio Nazionale italiano delle Ricerche, Ist. di Biologia Agroambientale e Forestale.

 

 

 

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